MESSINA – PONTE SULLO STRETTO: DALL’UNITA’ D’ITALIA AL GOVERNO CONTE 160 ANNI DI MENZOGNE.

Negli anni '60 giravano le cartoline col ponte sullo Stretto la cui costruzione era stata data come imminente. Dozzine di studi, italiani ma anche giapponesi, americani, australiani e fiumi di denaro per non approdare a nulla. I traghetti privati ringraziano...

Ponte sullo Stretto, fantasia o realtà?
Ponte sullo Stretto, fantasia o realtà?

MessinaL’idea di collegare la Sicilia al resto d’Italia risale al 250 A.C. Al tempo degli antichi romani, secondo quanto narra lo storico Strabone, il console Lucio Cecilio Metello riuscì a far passare 104 elefanti presi dalle legioni romani ad Asdrubale, durante la prima guerra punica, su un ponte improvvisato fatto di botti vuote e tavolette, con ai lati un parapetto in legno affinché gli animali non cadessero in mare.

Ma bisognerà aspettare l’unità d’Italia perché il progetto di un ponte che unisca le sponde della Sicilia e della Calabria prendesse corpo: un quotidiano del 1864 riportava che la società delle ferrovie Vittorio Emanuele stava per intraprendere i lavori di un gigantesco ponte sullo stretto. Oltre un secolo dopo, nel 1971, la legge 1158 sancisce ufficialmente a Roma la nascita della società pubblica “Stretto di Messina”.

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Le battaglie di Asdrubale
Le battaglie di Asdrubale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Da allora è tutta una smania di disegni, progetti e dispute tra geologi, ingegneri, architetti ambientalisti e animalisti, sì anche animalisti, i quali ritengono, a torto o ragione, che il ponte impatterebbe con i flussi degli uccelli migratori. Milioni e milioni di lire sperperati inutilmente ma soprattutto anni e anni di propaganda elettorale alla quale ancora gli isolani abboccano, come fecero i meridionali con il nuovo sistema Italia dopo il 1860.

Sostenitori e oppositori, ognuno ha le proprie ragioni. Le ragioni del no si contrappongono a quelle del si.

I no pontisti sostengono che sia un’opera inutile, se non addirittura dannosa, e che non servirà né allo sviluppo del Sud né a rendere più efficienti i trasporti. Che la Sicilia ha bisogno di strade, ferrovie, e di un piano di sviluppo, rapido, organico.

I si pontisti ritengono che il porte porterebbe notevoli vantaggi facendo recuperare il gap tra Nord e Sud, ponendo fine all’interruzione della rete infrastrutturale siciliana, riducendo i tempi di percorrenza su gommato e segnando la fine della dipendenza dalla stagionalità e dalle condizioni del tempo.

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Berlusconi sostenne il ponte sullo Stretto
Berlusconi sostenne il ponte sullo Stretto

 

 

Ragioni, queste ultime, che qualche giorno fa, a sorpresa, sembrano essere state sposate da una ventina di deputati del Pd, che con una risoluzione presentata alla Commissione ambiente della camera, hanno chiesto al governo ad utilizzare una parte dei fondi del Recovery fund per la costruzione della grande opera, solitamente sponsorizzata dal centro destra.

Mentre per il premier Conte il collegamento tra le sponde può attendere, la singolare retromarcia della sinistra, giunge quasi contestualmente alle affermazioni di Salvini che chiede che si faccia in un anno, cosi come a Genova e che già, a conclusione del tour in Sicilia e Calabria, aveva definito il ponte una priorità.

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Giuseppe Conte

 

Che si tratti dell’ennesima trovata elettoralistica dell’una o l’altra, o entrambe, le fazioni contrapposte solo il tempo potrà dirlo. Fatto sta che esistono due Italie che viaggiano a differenti velocità e che non sarà un ponte, o perlomeno non solo quello, a colmare l’enorme divario.

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