MENO SOLITUDINE CON ‘NA TAZZULELLA E CAFE’!

E poi dicono che bere troppi caffè fa male alla salute! No, non si intende pubblicizzare la piacevole bevanda che accompagna le nostre giornate. Si tratta, invece, del progetto Caffè Alzheimer, che il servizio sanitario regionale dell’Emilia Romagna ha promosso dal 2011, prima in via sperimentale e poi, visto il successo, definitiva.

E poi dicono che bere troppi caffè fa male alla salute! No, non si intende pubblicizzare la piacevole bevanda che accompagna le nostre giornate. Si tratta, invece, del progetto Caffè Alzheimer, che il servizio sanitario regionale dell’Emilia Romagna ha promosso dal 2011, prima in via sperimentale e poi, visto il successo, definitiva.

Caffè Alzheimer è un luogo d’incontro dove i familiari ed i pazienti affetti da demenza senile, alzheimer, malattie neuro degenerative e altre forme di deterioramento cognitivo condividono la malattia in un ambiente rilassante e familiare.

I pazienti e i loro cari possono assaporare una tazza di caffè, di tè o una tisana, mentre si parla, ci si confronta e si discute. Una sorta di Island Caffè, con attività organizzate di sostegno e counseling (intervento di supporto per persone con varie problematiche: disagio fisico, psichico e sociale), rivolte soprattutto ai familiari e al paziente stesso. Possono usufruire di queste attività anche anziani e persone sole.

Si viene a configurare, così, un luogo dove il malato avverte che le sue esigenze sono comprese, nel rispetto delle sue condizioni e potenzialità.

La giornata trascorre più o meno in questi modi: da una parte vi è un gruppo di lavoro/discussione e di sostegno psicologico per i familiari; dall’altra parte un differente gruppo si interessa della riattivazione motoria e della terapia occupazionale per il paziente.

E’ una maniera per socializzare e lasciarsi alle spalle i problemi quotidiani. Inoltre si riceve il consulto degli esperti insieme alla persona malata.

Gli incontri sono sempre condotti da un psicologo e da un geriatra, con la possibilità di far intervenire altre figure professionali, secondo le esigenze manifestate dai familiari e le necessità individuate: assistente sociale, fisioterapista, logopedista, dietista, ecc.

Il tutto in un contesto informale di scambio di idee, consigli, strategie ed emozioni: in maniera rilassata, ma allo stesso tempo significativa. Come quando ci si trova in un locale accogliente, dove si consuma piacevolmente qualche bevanda con gli amici.

Le finalità di questo progetto sono:

  1.  ridurre al massimo l’isolamento che vivono alcune famiglie;
  2.  aumentare il grado di informazione e formazione sul modo di manifestarsi nel tempo della demenza senile e sulla gestione dell’anziano fragile, a vantaggio di caregivers (coloro che si prendono cura di una persona malata, anche di un proprio familiare e/o congiunto) e badanti;
  3.  prevenire il rischio di burnout (processo di stress in un contesto lavorativo) di chi si prende cura del paziente;
  4. mantenimento delle capacità manuali, occupazionali, relazionali e di socializzazione dell’anziano malato;
  5.  creazione di una rete informale di sostegno tra i familiari.

Una possibilità concreta, quindi, di incontrarsi in un luogo ben definito per ammazzare il tempo, come si usava dire una volta. Quando i killer non mancavano, perché di tempo da dedicare alla cura di sé e dei propri cari ce n’era in abbondanza. Poi è arrivata Madame Frenesia, signora unica ed assoluta della nostra società, che ci ha imposto ritmi veloci e prolungati, tali da tralasciare le attività ludico-ricreative.

Ben vengano, dunque, iniziative come Caffè Alzheimer per l’impiego efficiente ed efficace di denaro pubblico, al servizio dei bisogni del cittadino (cosa non da poco in Italia, dove lo sperpero di risorse della collettività è un leitmotiv quotidiano).

Uno spazio come uno scudo contro il… logorio della vita moderna (come diceva il compianto attore Ernesto Calindri, in una pubblicità di una nota marca di liquore negli anni ’60).

Andiamo, quindi a prenderci ‘na bella tazzulella e cafè: fa bene alla salute e allo spirito.