MAFIA: E’ CORSA AGLI APPALTI PUBBLICI

Il momento favorevole ha già posto le basi per affari milionari. Attenzione agli appalti pubblici e ai soldi gestiti dagli enti locali. I nuovi accordi corrono per via telematica e la corruzione rimane il mezzo migliore per mettere le mani sul miele.

Le attività illegali delle mafie e dei singoli clan nei rispettivi mandamenti sono in fermento. Boss e picciotti si fregano le mani e stanno mettendo a punto strategie e programmi cosi da sfruttare questo momento propizio. Ora o mai più. Il fine primario è sempre lo stesso: tessere rapporti stretti con amministratori, funzionari e dirigenti pubblici.

Il dipartimento di Pubblica Sicurezza, guidato da Franco Gabrielli, ha diramato ai propri vertici sul territorio una direttiva della DAC (direzione centrale anticrimine), che ribadisce la probabile interferenza mafiosa e la minaccia che essa rappresenta nell’Italia stremata dall’epidemia Covid-19. Il comportamento predatorio delle associazioni criminali segue un vecchio copione:

”… Sono solite operare nelle pieghe delle criticità sociali quando il contesto economico e finanziario è appetibile, per reinvestire flussi significativi di capitali in diversi segmenti del tessuto produttivo e finanziario…”.

Il capo della Polizia Franco Gabrielli

Nulla di nuovo ma stavolta la situazione nazionale è davvero compromessa dunque il pericolo è reale. Se non già in atto.

“… La mafia punta a prendersi le aziende in crisisostiene il magistrato Antonino Di Matteo, componente del CSM c’è un altro terribile contagio che bisogna scongiurare in questo momento in quanto l’economia legale rischia di essere infettata ancora di più dalle mafie…”. 

Bisogna prestare particolare attenzione a diversi settori, che vanno dagli approvvigionamenti di materiale medico, delle infrastrutture sanitarie, della distribuzione al dettaglio e della piccola e media impresa, alle filiere agro-alimentari. Gli imprenditori nel settore turistico sono messi in ginocchio dalla congiuntura economica, infatti rischiano il tracollo economico, anche, le strutture alberghiere e della ristorazione, non particolarmente solide. L’emergenza infiltrazione riguarda ogni settore produttivo che consente di fare business e ripulire il denaro proveniente da traffici illeciti, approfittando dello stato di bisogno e della scarsa liquidità degli imprenditori.

Le mafie hanno già fiutato il grande affare e la pandemia rischia seriamente di dare un involontario assist all’economia criminale, sempre in agguato quando si tratta di trarre vantaggio da una situazione di particolare criticità, infiltrandosi nelle pieghe del disagio sociale come un parassita che, per sopravvivere, deve succhiare sangue ed ogni linfa vitale. Nell’attuale clima di paura determinato dalle difficoltà finanziarie oggettive è estremamente facile, oltre che interessante e conveniente, inserirsi in contesti di dolore e rabbia per trarne benefici economici a causa degli effetti devastanti che il virus ha determinato nell’economia.

Una simile situazione di disagio sociale rappresenta un campanello d’allarme, che deve essere tenuto ben presente soprattutto quando sono in arrivo misure economiche che rimodulano il mercato del lavoro e comportano l’afflusso di ingenti finanziamenti pubblici, sia nazionali che comunitari. La crisi attuale infatti, osserva il dipartimento di P.S., è apportatrice di un deficit di liquidità senza precedenti che vede gli imprenditori in grandissima difficoltà.

D’altronde la criminalità organizzata è sempre in continua metamorfosi, sapendo adeguarsi ad ogni trasformazione sociale, economica e “geo-politica”. Infatti la criminalità con i suoi tecnici ed esperti affiliati conosce ed è in grado di utilizzare «le nuove piattaforme tecnologiche e comunicative alla base della new economy”, riuscendo a dissimulare la propria natura criminale. Certamente l’inserimento delle mafie nel tessuto sano della società, avviene, anche attraverso i classici sistemi corruttivi posti in essere con amministratori locali ed esponenti della pubblica amministrazione in un rapporto che può definirsi contrattuale. Oltre alcune imprese in crisi anche una larga fascia di popolazione non riesce a “vivere” nel rispetto degli attuali divieti. Migliaia di persone non avendo un impiego fisso si trovano in stato di grande sofferenza. Debiti su debiti si stanno accumulando e non potranno essere pagati facilmente nemmeno nel prossimo futuro e tentare la fortuna non sembra una soluzione praticabile.

I risultati? Una moltiplicazione dell’indice di povertà soprattutto nelle Regioni del Sud Italia dove il virus colpisce tutti trasversalmente senza differenze di ceto e censo. Occhio dunque alle classi sociali più disagiate e bisognose di sussistenza. La mafia è pronta a sostituirsi allo Stato laddove questo non riesce ad assicurare almeno la sopravvivenza. La criminalità organizzata, di contro, assicura vitto e alloggio per tutti. Basta ricambiare e pagare. Come sempre. E il gioco è fatto.