LODI: SFRUTTAVANO CAMIONISTI PER FARE SOLDI A PALATE

Arrestate 5 persone con l’accusa di associazione per delinquere finalizzata allo sfruttamento, estorsione, evasione fiscale e riciclaggio. Sequestrati proventi illeciti per milioni di euro.

Operazione Spartaco

Camionisti sfruttati e costretti a turni massacranti. È questo quello che emerge dalle prime ricostruzioni fornite dalla Guardia di Finanza in merito all’operazione “Spartaco”. I militari del Comando provinciale di Lodi hanno eseguito misure cautelari nei confronti di 5 persone con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata allo sfruttamento, estorsione, evasione fiscale ed al riciclaggio dei relativi proventi. L’organizzazione avrebbe creato una vera e propria galassia di società con l’unico intento di evadere il fisco. Sarebbero oltre 60 i milioni fi euro emessi per fatture di operazioni inesistenti, mentre 20 milioni sarebbero quelli riciclati ed in parte reimpiegati nelle attività aziendali. Tale meccanismo ha consentito all’impresa criminale di accaparrarsi enormi fette di mercato della grande distribuzione organizzata tanto da farla diventare uno dei gruppi di riferimento nazionale per il trasporto delle merci deperibili.

“…La sagacia criminale era abbinata – dichiarano le Fiamme Gialle –  anche ad una spregiudicata gestione dei dipendenti attraverso il sistematico ricorso a condotte estorsive e alla violazione della normativa sul lavoro…”.

I racconti degli autisti

Le retribuzioni dei lavoratori, infatti, sarebbero state di gran lunga inferiori a quelle previste dai contratti collettivi nazionali e territoriali. Inoltre era prevista la decurtazione dello stipendio per ogni giorno di assenza o di ferie fruito. I turni dei dipendenti potevano arrivare a coprire anche 18 ore continuative tramite l’utilizzo di doppi dischi tachigrafi cartacei dei mezzi che venivano distrutti al termine del tragitto:

“…Queste condizioni vessatorie – continuano i finanzieri – sono state accettate dai dipendenti solo dietro la continua minaccia del licenziamento e facendogli sottoscrivere contratti di lavoro a tempo determinato della durata di pochi mesi (a volte anche 30 giorni), non rinnovati a coloro che non sottostavano a tale modus operandi aziendale…”.

Le Fiamme Gialle in azione

Il Gip del Tribunale di Lodi al momento ha disposto la misura cautelare degli arresti domiciliari per il leader dell’organizzazione (P.R. di anni 52) e l’obbligo di firma per i quattro associati (P.S. di anni 30, P.M. di anni 35, M.P. di anni 58 e P.G.R. di anni 41), nonché il sequestro di oltre 20 milioni di euro pari all’imposta complessivamente evasa.