L’INPS BATTE DI CASSA ALLE DUE ORFANELLE

Vittime di una tragica vicenda familiare avrebbero dovuto risarcire i danni patiti da un passante nella sparatoria dove hanno perduto la vita entrambi i genitori. Il Presidente Mattarella, con il contributo del ministero del Lavoro, ha fatto sospendere la richiesta dell’Ente previdenziale

Loiola e la moglie Cristina Biagi, hanno lasciato due figlie.

MASSA (Massa e Carrara) – Il marito uccise l’ex moglie per poi togliersi la vita. Dopo 6 anni dal gravissimo fatto di sangue l’Inps chiede alle due orfane minorenni il risarcimento del danno per una persona ferita durante la sparatoria. In questo Bel Paese dove tutto sembra possibile, anche le cose più assurde, un fatto del genere dovrebbe provocare forte preoccupazione sociale, invece, non è così. L’antefatto riguarda una tragedia consumatasi il 28 luglio 2013 davanti ad un ristorante di Marina di Massa, frazione marinara dell’omonimo comune. Cristina Biagi, 38 anni, lavorava come cameriera in un locale in riva al mare e da qualche mese aveva deciso di andarsene da casa per tornare a vivere con i suoi genitori.

Alessio Biagi.

La decisione scaturiva dal fatto che il marito Marco Loiola, 40 anni, operaio alla Solvay, era diventato sempre più geloso e non mancava occasione per usarle violenze verbali e fisiche che avevano fatto scaturire un paio di denunce per maltrattamenti. Carabinieri e polizia coordinati dalla magistratura avevano aperto un fascicolo contro l’uomo ma Loiola aveva battuto tutti sul tempo. L’uomo, dopo una cena chiarificatrice con quella che di lì a poco sarebbe diventata la sua ex moglie, si sarebbe presentato vicino al locale, il giorno dopo, armato di pistola.

I primi sei colpi di semiautomatica li aveva sparati a bruciapelo contro Salvatore Galdiero, 46 anni, amico di Cristina che Loiola considerava il suo rivale in amore. Dopo il grave ferimento di Galdiero che solo per miracolo riusciva a salvarsi, era stata la volta della povera Cristina che veniva raggiunta da tre proiettili al torace che non le lasciavano scampo. Una volta compiuta la mattanza Loiola si allontanava dalla spiaggia zeppa di bagnanti che fuggivano da tutte le parti in direzione del lungomare e mentre alcuni passanti lo apostrofavano come assassino, l’operaio girava la canna dell’arma verso di sé e faceva fuoco stramazzando sul selciato in un lago di sangue. Alla tragedia seguirono i funerali, separati, delle due vittime ed il lungo ricovero di Galdiero che era riuscito a sopravvivere nonostante le gravissime ferite riportate, alcune delle quali invalidanti. Proprio per l’indennità di malattia dell’impiegato e per il relativo assegno di invalidità la Previdenza sociale ha chiesto 124 mila euro di risarcimento del danno alle due orfane, ancora minorenni.

Pasquale Tridico, presidente Inps, che su istanza del ministro del Lavoro avrebbe sospeso il provvedimento oneroso in danno delle due bimbe.

Un atto legale, fa sapere l’Inps, ma con l’amaro sapore del danno oltre la beffa:

“… La richiesta dell’Inps – dice l’avvocato Francesca Galloni, legale di fiducia della famiglia Biagi – è legittima anche se umanamente resta difficile comprenderla… Le due giovani hanno anche ereditato una pensione dal nonno materno, loro tutore, onde assicurare alle due sorelle un futuro più certo mette da parte per il loro futuro… In prima istanza spero che l’Inps, valutando la situazione, receda dalla richiesta, ripeto legale, che ha avanzato. In seconda ipotesi che spero si possa arrivare a transare una cifra ben diversa che si basi sulla situazione di questa famiglia…”.

La procedura però non si ferma e se l’Inps non si vedrà soddisfatta la richiesta, opposizioni a parte, l’ufficio legale dell’ente pensionistico più chiacchierato d’Italia passera alla fase esecutiva prima con un atto di precetto e poi con il pignoramento, per come dispone la legge in questi casi. Anche lo zio delle due bambine, Alessio Biagi, scrittore, ha fatto propria la battaglia in difesa delle due piccole orfane:

…Questa è la nostra battaglia – scrive Biagi sul suo profilo Facebook – spesso, ricordando l’orrore delle vittime di femminicidio, chiedendo maggiore impegno affinché le istituzioni tutelino e prevengano gli atti d’una violenza oramai incontrollata, dimentichiamo ciò che queste tragedie lasciano indietro: figli, in molti casi minorenni, affidati alle cure dei nonni, degli zii, che hanno il difficile compito di crescere, educare, arginare con tutto l’amore possibile un vuoto ed un dolore comunque impossibile da colmare….” 

Nunzia Catalfo.

Sulla vicenda è intervenuto il presidente Sergio Mattarella che ha girato il problema al ministro del Lavoro Nunzia Catalfo. Il provvedimento dell’Inps, al momento, è stato sospeso. 

Il corpo di Cristina a terra davanti al ristorante dove lavorava, pochi metri più avanti il cadavere del marito che si era sparato in bocca.
il corpo di Cristina a terra davanti al ristorante dove lavorava, pochi metri più avanti il cadavere del marito che si era sparato in bocca.