LE RESTRIZIONI DANNO ALLA TESTA: LITIGIO A COLPI DI ACIDO

Litigio fra due cittadini egiziani finito con il ferimento di due bambini. La clausura forzata e le estreme condizioni di vita esasperano gli animi.

Il cortile dove è avvenuto il litigio e le condizioni dei caseggiati sovraffollati.

Vigevano – Nessuno sa, nessuno parla. Non sono ancora note le cause del litigio scoppiato domenica pomeriggio in un cortile della città ducale e terminato con due bambini ustionati dall’acido ed una denuncia per lesioni aggravate. Siamo in strada San Marco, una via ben conosciuta sia alle forze dell’ordine che dai servizi sociali. Al civico 6 è ubicato una sorta di “cortile del degrado e dell’abbandono”, uno slargo sterrato circondato da alloggi fatiscenti in cui vivono quasi esclusivamente stranieri. E nonostante le dichiarazioni di inagibilità e inabilità molti di quegli alloggi sono occupati abusivamente, la maggior parte in sovraffollamento. Una situazione davvero difficile da gestire soprattutto le forze dell’ordine che, sovente, sono costrette ad organizzare blitz per scovare spacciatori, ladri e clandestini.

Le condizioni fatiscenti della Strada San Marco alla periferia di Vigevan

Ma veniamo alla tragedia: il 19 aprile scorso è scoppiato un litigio tra due famiglie egiziane: secondo i primi accertamenti i due capifamiglia stavano litigando per gli apprezzamenti che uno dei due avrebbe fatto alla moglie dell’altro. Un affronto insopportabile tanto che dalle parole nel giro di pochi minuti sono passati alle mani. Il marito di una delle donne aveva avuto la meglio ed era tornato nel suo appartamento al secondo piano di quelle case a schiera. L’altro ha però continuato ad inveire così che la moglie, quella che avrebbe ricevuto i pesanti apprezzamenti, avrebbe scagliato addosso all’altro egiziano una bottiglia di liquido sturalavandini. L’uomo è riuscito a schivare l’oggetto ma nel “lancio” del flacone dal balcone al cortile, il tappo si sarebbe allentato tanto che alcune gocce di acido solforico sarebbero finite sui figlioletti di 3 e 9 anni dell’altro egiziano, provocandogli ustioni di terzo grado.

Subito la chiamata ai soccorsi: le condizioni della bambina, che ha riportato lesioni al collo, alle braccia, alla schiena e alle spalle, sono sembrate subito gravi. I medici avevano inteso trasportare la bimba sull’elicottero del 118 per poi trasferirla in pronto soccorso a Milano o Bergamo ma il padre si è opposto. Dopo momenti di tensione, la piccola è stata trasportata in ambulanza all’ospedale Niguarda di Milano dove si trova ricoverata in prognosi riservata nel reparto ustionati. È andata meglio al fratellino che è stato trasportato al pronto soccorso dell’ospedale di Vigevano, dove è stato ricoverato, anche se i sanitari avevano chiesto il trasferimento all’ospedale di Bergamo. Sul posto sono intervenuti sia i carabinieri che una pattuglia della polizia di Stato mentre, al termine degli accertamenti, gli uomini dell’Arma hanno denunciato la donna, una 27enne incinta, per lesioni aggravate

Il cortile del misfatto