LAVORO E SICUREZZA: BINOMIO COMPATIBILE CON IL COVID?

Sicurezza sul lavoro anno zero. Siamo ancora distanti dagli standard europei. Occorrono regole certe e maggiori controlli per evitare ancora i troppi decessi.

Appare sempre più difficile lavorare in sicurezza con la pandemia. Il 2020 passerà alla storia come l’anno del coronavirus, con tutti i suoi strascichi di morti e crisi socio-sanitaria. La pandemia ha accentuato ancora di più il rapporto tra salute ed ambiente di lavoro. E’ quanto risulta dall’ultimo studio dell’Anmil, associazione nazionale Mutilati e Invalid del lavoro: “Rapporto sulla salute e sulla sicurezza nei luoghi di lavoro”, che rileva, tra l’altro, “l’incremento delle ore lavorative perse, una media del 14% al di sopra di quella prevista”.

L’Anmil, nata nel 1943, è un ente morale con personalità giuridica di diritto privato, a cui è affidata la tutela e la rappresentanza delle vittime di infortuni sul lavoro, delle vedove e degli orfani dei caduti. Il Rapporto analizza i dati Inail sui contagi in ambito lavorativo che risultano essere 51363, cioè 1377 in più del monitoraggio effettuato il 30 giugno scorso e pari al 18% delle denunce di infortunio registrate dall’inizio dell’anno. A concorrere all’aumento delle ore lavorative perse la chiusura del 47% delle aziende e la perdita del lavoro per 124 mila persone.

La scarsa qualità delle condizioni lavorative rimane il problema principale del mercato del lavoro: “Nonostante i numerosi sforzi c’è ancora molta strada da fare. Laddove le norme esistono, quello che manca è l’effettività delle tutele”. La situazione è peggiorata, per quanto riguarda la prevenzione, con la gestione della sicurezza legata alla pandemia. Sul piano sociale e con la crisi economica che non risparmia né lavoratori, né imprese “molti lavoratori, soprattutto i più vulnerabili, ne escono ancora più fragili “.

In occasione della 70ma giornata nazionale delle vittime sul lavoro che si è svolta l’11 ottobre scorso è emerso, soprattutto da parte del presidente Mattarella, alcune priorità sull’importante argomento: “Bisogna implementare una maggiore cultura della sicurezza sui luoghi di lavoro – ha detto il capo dello Stato – con un’adeguata formazione dei dipendenti e l’effettuazione di più controlli. Non bisogna arretrare di fronte alla pandemia, perché salute e sicurezza dei lavoratori devono essere tra le priorità dell’agenda di governo e rappresentano i capisaldi sui cui si misura la civiltà delle economie avanzate…”. 

Un vecchio adagio popolare ci ricorda che “di buone intenzioni è lastricata la via dell’inferno”. Quando alle parole seguiranno i fatti? Basta con queste commemorazioni stucchevoli, retoriche e teatrali. Se ogni anno la lista delle vittime da lavoro si allunga sempre di più. Possibile che nell’era della tecnologia avanzata si debba morire ancora di lavoro? Possibile che il Lavoro debba essere sempre, comunque ed ovunque il problema basilare? Sarebbe ora di finirla. Ma vi siete guardati intorno?         

 

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