LA SCUOLA SCONVOLTA.

Gli studenti auspicano un ritorno alla normalita' sin dal prossimo anno. Se cosi non sara' occorrono regole certe e concrete.

Le classi vuote

Quanti di noi si sono guardati indietro desiderando di tornare giovani, magari a quando erano seduti sui banchi di scuola? Da marzo, anche gli adolescenti, costretti a casa dal Covid-19, hanno sperimentato la mancanza delle lezioni in classe. L’emergenza sanitaria ha messo in ginocchio la quotidianità e la produttività di tutti ma per i giovani questo è stato e continua ad essere il momento di massimo disorientamento. Molti di loro, infatti, difficilmente si rendono conto di ciò che sta accadendo e non immaginano nemmeno quali saranno le conseguenze. Tra loro ci sono alcuni che stanno subendo davvero un duro colpo a causa dell’epidemia: i maturandi. Il 17 giugno, data prevista per l’inizio dei colloqui orali, si sta avvicinando e le tensioni degli studenti del quinto anno crescono giorno dopo giorno, tra la paura dell’esame e le incertezze di queste ultime settimane.

Considerata la particolare e complessa contingenza abbiamo voluto ascoltare la testimonianza di una studentessa per cercare di comprendere la situazione. La giovane, discente del Liceo Scientifico e delle Scienze Umane O.M. Corbino di Siracusa, ci ha raccontato la sua esperienza ormai comune a tutti gli studenti d’Italia.

La ministra Azzolina

Come avete preso la comunicazione della chiusura totale delle scuole?

“…Ricordo che io e miei compagni stavamo festeggiando l’arrivo degli ultimi cento giorni prima degli esami quando, in tv, abbiamo sentito il presidente Conte annunciare la serrata delle scuole. Fra noi è calato un assordante silenzio. Ognuno guardava l’altro in attesa di una reazione. Ma l’unica percezione di quel momento è stata un senso di smarrimento e di non sapere cosa fare. Solo qualche tempo dopo ci siamo resi conto che quel 9 marzo segnava la fine delle lezioni con l’ultimo suono della campanella…”.

 

Con la nuova modalità della didattica a distanza, ti ritieni pronta per l’esame di Stato?

“…Penso che la preparazione e lo studio stiano procedendo bene comunque ma dubito fortemente che arriveremo agli esami con una preparazione adeguata. La situazione è complicata e i mezzi che abbiamo a disposizione nella fase attuale non ci permettono di raggiungere livelli di apprendimento ottimali. Purtroppo questo è il massimo che si possa fare al momento. Da parte di tutti…”.

E cosa ne pensi della prova orale?

“… Non credo arriveremo prontissimi per quel giorno. In più la prova è sproporzionata, ci sono troppe cose da fare, tra gli elaborati da presentare e gli argomenti di cui discutere davanti ai professori. Per il momento che stiamo vivendo ritengo che un esame così lungo e complicato sia eccessivo…”.

 

Quel giorno voi e i professori, secondo la recente ordinanza del ministero, dovrete mantenere una distanza di almeno 2 metri e loro saranno obbligati a indossare la mascherina. Come la vedi?

“…Non so se sia la soluzione migliore in assoluto, probabilmente è la via di mezzo che più si adatta alle circostanze. Di certo bisognava escludere un esame a distanza, non sarebbe stato un vero esame. Forse nemmeno questo lo sarà ma almeno ci sarà la possibilità di dimostrare le nostre conoscenze nel modo più praticabile possibile. Io sono molto ansiosa e queste regole certamente non mi aiutano. Di contro penso che non ci sia altro modo, dunque affronterò anche questa difficoltà facendomi coraggio…”.

Al termine dell’intervista la ragazza chiede di formulare un appello rivolto a tutti, insegnanti e studenti:”…Nonostante tutte le difficoltà e i dubbi invito i miei compagni,  maturandi e professori ad impegnarsi al massimo e ad essere disponibili gli uni verso gli altri. Rendiamo quest’anno davvero speciale…”.