LA POLITICA DA AVANSPETTACOLO SPOPOLA AL TEATRO AMBRA JOVINELLI

Camera e Senato, i nuovi palcoscenici degli attori populisti, dove si rinuncia ormai a priori alla mediazione

Ci troviamo in un momento storico molto particolare nel quale il cittadino avverte paura per il proprio futuro, tenuto conto che tante sono le sfide quotidiane che ogni famiglia deve affrontare con sempre maggiore sacrificio. Il mondo in cui viviamo e le paure che ci portiamo dentro costituiscono ed alimentano il serbatoio di sfiducia e di resistenze che molti coltivano, inconsapevolmente, con il pessimismo. E’ la perdita di fiducia e speranza.

Ecco che solo un annuncio di pace e buona notizia, può rompere il circolo vizioso del male che ci attanaglia, che ci impedisce di guarire e di vivere a pieno. Ma la forza interiore non basta, i cittadini vogliono fatti concludenti che migliorano le proprie condizioni di vita. E chi può cambiare e/o contribuire a risollevare le sorti dell’Italia se non i politici che ci governano…! Affermazione ovvia e populista, ma vera ed importante perché a volte si ha l’impressione che nessuno di costoro abbia responsabilità e tutto sia irredimibile.

Matteo Salvini
Matteo Salvini

Basta guardare i programmi televisivi ed i vari mezzi di comunicazione per accorgersi che proprio i politici sono diventate “star” ricercate, fenomeni televisivi che riescono ognuno con le proprie propalazioni ad influenzare, anche attraverso i social media, l’opinione pubblica, inasprendo gli animi, anche con affermazioni o assunti privi di fondamento ed a volte inverosimili.

Si avverte un “cannibalismo politico” con pochi precedenti, intolleranza ed una spregiudicata cultura dell’immagine. La confusione sta divenendo il “life motive” dell’opposizione (e non solo), anche se da quelle parti viene offerta, ma solo apparentemente, una visione che riesce ad intorbidire le coscienze e brutalizzare gli animi. La spettacolarizzazione, come in una arena, della politica non convince e l’opposizione, attualmente, di destra riesce solo ad evocare scenari apocalittici ed invocare il ritorno alle urne, come unica soluzione.

Per meglio chiarire non è possibile apparire forze politiche con idee innovative, utili ed importanti quando si è all’opposizione, mentre quando si è al governo è tutta un’altra aria. Comportamento, quest’ultimo, che determina la sfiducia dei cittadini e la perdita di autorevolezza dei partiti. Manca, ormai da anni, da parte dei partiti all’opposizione, l’interesse a mediare con il governo provvedimenti legislativi per il “bene comune” o se si vuole per la “casa comune”.

 

Giuseppe Conte

Mediazione può sembrare un termine opaco e grigio ma rappresenta, invece, l’unico metodo lecito e trasparente per potere raggiungere obiettivi politici nell’interesse dei cittadini. I cittadini devono essere parte attiva di un processo di cambiamento, senza farsi strumentalizzare dalle tante fake news e dalla capacità comunicativa del politico di turno. Certamente per potere discernere ci vuole impegno ed interesse ad informarsi, in caso contrario l’alternativa è l’oblio nell’oscurità.

Sviluppo e benessere sociale sono obiettivi raggiungibili solo se e quando si penserà meno agli indici di ascolto, ai sondaggi e ad avere una visione politica di ampio respiro. Necessita maggiore coesione sociale. Certo non è facile se si coltiva l’incoerenza, lo spirito di vendetta e la logica della denigrazione, politica ed individuale.

Per esempio la casta è diventata sempre più casta, con l’approvazione della legge sul taglio dei parlamentari, ancora senza alcun collegamento con una riforma elettorale, anche se in grandi linee programmata nel futuro. Senza volere approfondire tale legge, anche in questo caso, però, solo incoerenze da parte di tutti i partiti del “governo Conti 1 e 2”, con buona pace di Renzi tanto osteggiato, nella riforma costituzionale, da un fuoco interno ed esterno, soprattutto da parte dei 5 stelle.

Luigi Di MaioCome dire qualunque riforma o legge va bene solo se la fa “il mio governo”. Ecco sono questi comportamenti che destabilizzano e determinano disaffezione alla politica. Comunque anche se è dura mai perdere la speranza, auspicando, sempre, che l’unica “arma democratica” di contestazione rimanga il voto elettorale.