LA GUERRA IN SERBIA CONTINUA

Le conseguenze del conflitto balcanico colpiscono principalmente i bambini

Secondo il giornale online Serbianmonitor.com la guerra nell’ex Jugoslavia non è ancora conclusa. Le conseguenze del conflitto sono tutt’oggi visibili.

In seguito a uno studio medico-scientifico volto ad analizzare l’incidenza dei tumori maligni nei bambini di età compresa tra 1 e 18 anni, è emerso un quadro allarmante: le malattie sanguigne nei fanciulli d’età inferiore ai 9 anni sembrerebbero aumentate vertiginosamente.

Secondo le dichiarazioni che Darko Laketic, Presidente della Commissione parlamentare per le inchieste sulle conseguenze del bombardamento della NATO in Serbia, ha rilasciato al giornale Politika sembrerebbe che:

“…I bambini oggetto dello studio sono stati esposti a qualche tipo di sostanza, e dal momento che tanti veleni sono stati rilasciati nell’ambiente durante i bombardamenti del 1999, non è stato difficile indovinare la fonte […]. Lo studio riguarda principalmente l’incidenza di tumori maligni, i cosiddetti tumori ectodermici nei bambini di età compresa tra 1 e 5 anni, quindi l’incidenza di malattie del sangue maligne nei bambini da 5 a 9 anni e l’incidenza di tumori cerebrali nei bambini di 9 anni 18…”.

 Le conseguenze, dunque, di una guerra atroce come quella balcanica, che tanto lontana ormai appare nell’immaginario popolare dell’Europa centrale, continuano a colpire le popolazioni dell’ex Jugoslavia e come durante la guerra a risentirne sono principalmente gli innocenti.