INCHIESTA – DIPLOMI E TITOLI EIPASS FASULLI AUTENTICI: GLI IMPUTATI RIMANGONO AL LORO POSTO

Numerosi imputati sono dipendenti della scuola pubblica ma delle ispezioni annunciate dal ministero non c'è traccia. In Campania un collaboratore di Cisl Scuola fu sorpreso da ‘Striscia’ ad intascare soldi negli uffici del sindacato in cambio di un falso diploma. A Ragusa di male in peggio.

Ragusa – L’inchiesta sui falsi diplomi di maturità e sulle false certificazioni Eipass, come emerso nella prima parte pubblicata il 23 agosto scorso, oltre alle eventuali responsabilità penali degli oltre cento imputati in via di accertamento nei relativi processi, segnala l’inerzia degli enti pubblici preposti alla tutela dell’interesse generale minacciato nel contrastare gli effetti devastanti di un fenomeno diffuso e perciò pericoloso per tutti gli onesti e per la credibilità del sistema.

Non risulta che ai 114 indagati originari (o almeno a quelli accusati di avere promosso le associazioni per delinquere), molti dei quali oggi imputati, siano state applicate sospensioni. Con la conseguenza che alcuni di loro svolgono tranquillamente la stessa attività per la quale, almeno per i fatti accertati in precedenza, sono accusati di gravi reati.

Sede del Miur a Roma

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E in attesa di conoscere le determinazioni dei tre enti pubblici (Miur, Regione Sicilia, Ufficio scolastico territoriale) sulla costituzione di parte civile, manca, da parte loro, ogni lettura – e perfino ogni conoscenza – dei fatti così meritoriamente portati alla luce dalla Guardia di Finanza. L’Ufficio scolastico provinciale di Ragusa, per esempio, da noi appositamente interpellato, non ha avuto nulla da dire ma, soprattutto, ha confessato la propria difficoltà a conoscere e a studiare il caso. Chi dovrebbe tutelare l’interesse affidato agli ‘Uffici scolastici territoriali che sono in prima linea nella gestione di tutto quanto avviene nel mondo della scuola?

Marco Bussetti

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Eppure, appena scoppiato lo scandalo nell’ottobre 2018, il ministro dell’Istruzione allora in carica, Marco Bussetti, annunciò un “programma immediato di ispezioni nelle scuole paritarie segnalate dalle organizzazioni sindacali, che avrebbero rilasciato titoli di studio e di servizi falsi, utilizzati per le graduatorie di istituto di assistente tecnico e di assistente amministrativo “, con la rassicurazione che “il programma di ispezioni del Miur si estenderà a tutto il territorio nazionale, a partire dagli istituti segnalati, e servirà a verificare la correttezza del rilascio dei titoli di studio, di servizio e delle autodichiarazioni “. Di tali ispezioni s’è persa ogni traccia e neanche sugli intrecci nodali del marciume scoperchiato s’è fatto nulla, al di là della passiva attesa delle sentenze definitive che con ogni probabilità non giungeranno prima della prescrizione.

Striscia la notizia becca con le mani nel miele il buon Antonio Perillo alias Mister 200 euro.

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Preoccupa ed inquieta, al di là delle buone intenzioni dell’allora ministro, il riferimento alla ‘segnalazione delle organizzazioni sindacali’. Che, certo, non sono tutte uguali ma, per esempio, ad Avellino un collaboratore di Cisl Scuola, Antonio Perillo, battezzato ‘Mister 2000 euro’, sorpreso dalle telecamere di ‘Striscia la notizia’ mentre consegnava un titolo Eipass ad una donna in cambio di danaro, è stato condannato in primo grado a 4 anni e mezzo di reclusione a conclusione dell’inchiesta, con 44 indagati accusati anche di corruzione, sulle certificazioni informatiche utilizzate dai ‘beneficiari-acquirenti’ in un concorso per personale Ata (assistente tecnico amministrativo della scuola). Arrestato allo scoppiare dello scandalo, poi condannato, è stato nuovamente arrestato per altri sviluppi dell’inchiesta. Perillo incassava i soldi in cambio dei falsi diplomi proprio nei locali della Cisl Irpinia-Sannio, nella migliore delle ipotesi facendola quindi sotto il naso alla dirigenza sindacale e al segretario interprovinciale Mario Melchionna che nell’immediato annunciò querela contro ‘Striscia’, ma poi dovette riconoscere l’incontestabile verità dei fatti, espellendo subito il proprio collaboratore.

Mario Melchionna

I sindacati tirano il sasso e nascondono la mano.

E Cisl-scuola fa capolino anche in riferimento ad uno dei 23 imputati nel processo in corso a Ragusa, Gianluca Occhipinti (personale Ata della scuola pubblica), componente del direttivo provinciale di Cisl-scuola Siracusa-Ragusa, nonché collaboratore dell’organizzazione sindacale. I vertici della Cisl Siracusa-Ragusa, interpellati sull’opportunità della carica di Occhipinti alla luce delle imputazioni processuali, lo hanno definito almeno attualmente un semplice iscritto ma l’interessato, anche nella comunicazione sui social, si esprime ed agisce da dirigente di Cisl Scuola. I fatti oggetto del processo risalgono al periodo febbraio-giugno 2015 e Occhipinti, ironia della sorte (?), in epoca successiva, quando era indagato, è stato assessore alla Pubblica Istruzione del Comune di Vittoria: esattamente da giugno 2016 a dicembre 2017 nella prima fase dell’amministrazione-Moscato, sciolta per mafia a luglio 2018. Ed anche nell’ultimo semestre l’attuale imputato per associazione per delinquere conservò con la giunta-Moscato un rapporto di diretta collaborazione in qualità di ‘esperto’ in pubblica istruzione, programmazione comunitaria ed altre materie. Occhipinti è esponente politico e attivista di ‘Fratelli d’Italia’, sostenitore, nelle imminenti elezioni comunali del 22-23 novembre, del candidato a sindaco Salvatore Sallemi che di tale partito è coordinatore provinciale, e potrà candidarsi, o comunque ricoprire nuovamente la carica di assessore o altre cariche istituzionali, in quanto il Tribunale di Ragusa ha limitato la declaratoria di incandidabilità al solo ex sindaco Moscato e ad un ex consigliere, e non anche agli ex assessori.

Il profilo Fb di Occhipinti mostra ancora tutti suoi incarichi. 

Gianluca Occhipinti, dipendente del Miur con la qualifica di assistente amministrativo, è anche componente dell’Osservatorio provinciale per il contrasto alla dispersione scolastica (in qualità di esperto in materia di pubblica istruzione) e direttore della sede di esami di Ragusa dell’Università privata telematica Pegaso (che fa parte della stessa holding di Certipass). Un concentrato di cariche, incarichi, interessi, ruoli pubblici e privati, tutti legati a doppio filo alla scuola e sui quali si staglia l’ombra delle accuse formulate nei suoi confronti dal Tribunale di Ragusa. Occhipinti, come gli altri imputati, è ovviamente innocente fino ad eventuale condanna definitiva. Ma – appunto, tornando alla premessa – perché tutti sono attenti all’art. 27, e nessuno all’art. 54 della Costituzione?

L’ex assessore assessore comunale Gianluca Occhipinti

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Per quest’ultimo aspetto, nella deprecabile inerzia etica degli indagati poi imputati, ci sarebbe bisogno di misure prudenziali da parte degli enti le cui funzioni, pubbliche o comunque di grande rilievo nella vita collettiva, risultano devastate anche dal solo dubbio che i fatti ipotizzati siano veri. In proposito la responsabilità non è certo, solamente, dei diretti interessati ma è soprattutto di chi, potendo scegliere a chi affidare – o, qualora già affidate, se mantenere – funzioni pubbliche o di rilevanza pubblica (ancorché erogate da soggetti privati come la Cisl, l’Università telematica Pegaso o altre università, Certipass, ecc…), trascuri il periculum in mora e il danno, grave e irreparabile, che la passiva attesa dei tempi di una sentenza definitiva potrebbe comportare.

Certipass prende posizione e si costituisce parte civile. E gli altri enti pubblici?

Finora solo Certipass, da noi interpellato, ha preso posizione. L’amministratore unico Mario Palmiero, ci ha dichiarato:

“…Abbiamo letto gli atti del processo di Ragusa e sicuramente ci costituiremo parte civile – dice l’amministratore – per tutelare il nome dell’azienda, assicurarci che sia ben chiara l’assoluta estraneità di Certipass ai fatti contestati e, non ultimo, per dare un chiaro segnale a tutti i partner della rete che Certipass, dinanzi a tali comportamenti, non resta certo a guardare. Mi occorre comunque precisare che nell’agosto del 2019 Certipass è stata interamente acquisita da una holding operante nel settore Education e che io ne sono il nuovo amministratore. Nel 2014-2015, gli anni in cui si sono presumibilmente verificati i fatti oggetto di giudizio c’era quindi un’altra proprietà, quella originaria del fondatore che ne era anche l’amministratore unico. Da una prima lettura degli atti che abbiamo avuto modo di visionare, sembrerebbe che tutte le parti coinvolte in questo processo, sin dal 2016 non abbiano più alcun rapporto con Certipass; non so e non posso dire se l’interruzione dei rapporti avvenuta durante la precedente gestione sia stata determinata dai fatti ipotizzati nel processo in corso o da motivi di diversa natura, ma d’altra parte fino a sentenza siamo comunque tenuti a considerare gli imputati come innocenti...”.

Mario Palmiero

Certipass è legittimata a svolgere l’importante funzione pubblica cui è preposta per concessione del Miur o di altro organismo pubblico e – se sì – all’esito di procedure selettive?  Ogni singolo atto concessorio quale durata ha? Ed è oggetto di verifiche sull’andamento del servizio?

“…Il sistema delle certificazioni informatiche – risponde Palmieroè equiparabile a quello delle certificazioni di lingua straniera, con due importanti differenze. La prima è che per gli enti che erogano le certificazioni di lingua straniera, il Miur ha pubblicato sul proprio sito un apposito elenco; cosa che, invece, non ha mai ritenuto di fare per gli enti che erogano le certificazioni informatiche. La seconda differenza è che, in quest’ultimo caso, quindi, l’effettiva valenza dei titoli è confermata non a priori ma ogni volta che viene pubblicato un bando: è il caso, ad esempio, di quello attualmente in atto per l’aggiornamento delle graduatorie dei docenti. Nello specifico non esiste una concessione o una qualsiasi procedura selettiva che il Miur metta in atto per scegliere gli enti riconosciuti nel settore informatico: si tratta, piuttosto, di una verifica di lungo periodo svolta in maniera autonoma dal Miur stesso che, appunto, conferma il riconoscimento di specifici titoli, ogni volta che pubblica un bando per cui si preveda l’attribuzione di punteggio alle certificazioni informatiche. Certipass, inoltre, è accreditato presso Accredia, l’Ente nazionale delle certificazioni; mi riferisco, questa volta, a quelle gestionali-professionali, organizzate secondo il sistema Uni Iso. Certipass, nello specifico, allineandosi a quanto previsto dal decreto legislativo n. 13 del 2013, ha accreditato lo schema della certificazione standard secondo quanto previsto dalla Uni En Iso 17024 che regola le procedure di certificazione delle competenze personali su specifici argomenti. Certipass è, quindi, formalmente, ‘Organismo di certificazione’ secondo le norme che gestiscono il sistema nazionale delle certificazioni professionali. Tale accreditamento viene verificato e aggiornato da Accredita ogni anno...”.

Ha detto che nessuna parte coinvolta nel processo penale oggetto del nostro interesse giornalistico ha più rapporti con Certipass. Si riferisce per esempio, in Sicilia, al centro Gabriele d’Annunzio di Ispica e a ‘Effemme Institute’ di Vittoria? In questo caso da fonti investigative non viene escluso che alcuni dei titolari, imputati di associazione per delinquere e falso, abbiano continuato a svolgere – e forse tuttora svolgano – sotto altre sigle la stessa attività oggetto delle imputazioni penali. Lei ha potuto verificare che Certipass non abbia rapporti neanche con queste sigle, e quindi di fatto, con gli stessi imputati ‘sotto mentite spoglie’? 

“...Come anticipato – risponde il Ceo di Certipass –  a noi non risulta che alcuna delle persone coinvolte collabori ufficialmente con noi; ciò detto, è impossibile sapere se alcune di queste continuino a promuovere i servizi per altri centri attualmente attivi, in modo autonomo, a titolo personale e indiretto. Noi confermiamo che tale pratica non è prevista dalle procedure del nostro network, dove appunto ogni operatore ha un ruolo e una responsabilità ben definita; tuttavia, se all’esito del processo dovessero emergere comportamenti posti in violazione delle regole e lesivi degli interessi di Certipass, sicuramente ci riserveremo di valutare ogni azione che di volta in volta riterremo più opportuna…”.

Uno di questi imputati, Occhipinti di Vittoria, si definisce direttore della sede di esami di Ragusa dell’Università Pegaso. Può confermare, anche nella sua specifica qualità di direttore generale delle risorse umane di Pegaso, questo dato?  

“…Su questo punto non so risponderle, e comunque non potrei pronunciarmi per Pegaso – conclude Mario Palmiero –  Sì, per chiarezza, sono presente in Pegaso sin dalla sua costituzione nel 2006 e nel corso degli anni ho ricoperto più incarichi. Quella di direttore del personale è risalente a tre anni fa ma da quando ho assunto la direzione di Certipass che fa parte della stessa holding di cui fa parte anche Pegaso, la mia attenzione si è focalizzata su quest’ultima, motivo per cui, come avviene periodicamente, ci sarà forse un avvicendamento di ruoli ma che deve essere ancora definito…“.

 

Redatto in tandem con Carmela Minardo.                             

seconda e ultima parte