IN SICILIA IL PANE PIU’ BUONO DEL MONDO

Grazie ad un giovane panettiere lungimirante il “pane della nonna”, quello che rimane morbido per una settimana, può tornare sulle nostre tavole. E in tutto il mondo.

Maurizio durante le varie fasi della panificazione da solo con la pasta nelle mani e in compagnia mentre fa lezione.

CALTANISSETTA – Nell’antico borgo abbandonato rivive la tradizione del pane di una volta, quello dal sapore più buono del mondo. A lavorarlo con le sue mani un giovane fornaio siciliano che esporta il suo prodotto in ogni angolo del pianeta.

A Santa Rita, frazione del capoluogo nisseno, sono rimaste una decina di persone delle oltre seicento che risiedevano nel vetusto agglomerato urbano sino agli anni ’60. Fra questi nessuno abita in pianta stabile nelle case che furono di nonni e trisavoli tranne Maurizio Spinello, 42 anni, che da ben undici anni ha realizzato il sogno della sua vita: un forno a legna per cuocere il suo pane.

Il suo pane straordinario fatto di grano antico senza prodotti chimici e cotto a legna. Rimane fresco per oltre una settimana. 12: una delle tante scuole di cucina che vengono a lezione.

L’uomo, sin da bambino e grazie agli insegnamenti della mamma e della nonna, aveva imparato a fare il pane come gli altri coetanei imparavano a leggere e scrivere. Una volta adulto Maurizio ha trasformato in panificio una vecchia stalla di famiglia dove, a tutt’oggi, continua la sua egregia attività trasformando il grano in un pane straordinario e pasta fatta in casa la cui ruvidità deriva dall’utilizzo della trafila in bronzo. Temperatura, umidità, pressione ed altre variabili sono gestite dalla grande maestria di Maurizio che crea prodotti di altissima qualità tenendo conto delle tradizioni popolari siciliane e della cultura contadina da cui deriva la bontà di pane e pasta:

”… Mio padre e mia madre sono nati e cresciuti qui a Santa Rita – racconta Maurizio – con i loro parenti si occupavano di pastorizia e agricoltura ma col passare degli anni le cose si erano messe male e come altre famiglie della frazione decidevano di cercare lavoro altrove. Io, però, decidevo di rimanere e come faceva mia madre che realizzava pagnotte da vendere ai passanti, anch’io decidevo di fare lo stesso mestiere mettendo su un panificio all’antica con tanto di forno a pietra e una stanza per stendere gli impasti. Nell’agosto del 1999 il comune mi rilasciava la licenza e grazie ad un direttore di banca che ha creduto in me ho potuto iniziare l’attività che da allora non si è mai fermata e con la quale riesco a sfamare la mia famiglia. Alcuni anni fa mi sono specializzato nei grani antichi ovvero nelle produzioni di grano biologico ovvero realizzate con le tecniche nei nostri trisavoli senza utilizzare prodotti chimici né lievito di birra. La molitura a pietra e la cottura nel forno a legna fanno del mio pane un prodotto unico che si mantiene per oltre una settimana sempre fresco e croccante. Nel 2013 sono stato premiato come miglior fornaio della Sicilia e diverse scuole di cucina ci hanno insignito dei loro riconoscimenti come migliori prodotti fatti in casa. Poi abbiamo inaugurato i primi corsi di formazione per la cultura e la manipolazione del pane e delle paste a cui hanno partecipato appassionati giapponesi, irlandesi, spagnoli e di altre parti del mondo a cui abbiamo consegnato un attestato. Insomma non posso lamentarmi ed il Borgo di Santa Rita sembra rinascere grazie ai tanti turisti e visitatori che vengono a trovarci…”.

Il vecchio Borgo di Santa Rita, ormai abbandonato, con l’omonima chiesa restaurata.

Il vecchio borgo “fantasma” si trova tra i comuni di Sommatino e Delia, sul Monte Pisciacane. Ci si può arrivare tramite la SP 2 Caltanissetta-Sommatino ad una mezz’ora di strada dal capoluogo. Al tramonto, con le belle giornate, le ombre si allungano ed i profumi della campagna si fanno più intensi mentre tra i vicoli sembrano riecheggiare i vecchi canti dei contadini:”…E’ un luogo magico dove ho realizzato un sogno – aggiunge Maurizio – la mia famiglia ci vive bene dunque perché dovrei andarmene come mi ha suggerito qualcuno? Tutto viene dalla terra dunque dobbiamo dare valore a quelle cose che ci permettono di vivere in salute. Questo borgo, come altri, ha un potenziale enorme e da sognatore quale sono immagino quante cose si potrebbero fare per promuovere e divulgare le nostre antiche origini…”. Uno degli ospiti più graditi dell’antico forno è stato don Ciotti che ha particolarmente plaudito l’iniziativa sana e onesta dell’eclettico panettiere siciliano.

Maurizio durante le varie fasi della panificazione da solo con la pasta nelle mani e in compagnia mentre fa lezione. Da solo mentre inforna e con la cesta del pane.
Maurizio durante le varie fasi della panificazione da solo con la pasta nelle mani e in compagnia mentre fa lezione. Da solo mentre inforna e con la cesta del pane.