IN AUMENTO I SUICIDI, TENTATI E CONSUMATI.

Gli atti estremi di autolesionismo potrebbero scaturire anche dalle restrizioni ma la situazione generale non promette nulla di buono. Virus a parte.

La strage silenziosa continua. In Italia non si muore solo di Covid-19 ma, come successe per la crisi del 2008, sono sempre di più le persone che pongono autonomamente fine alla propria vita. A lanciare l’allarme, dalle radiofrequenze di Radio Cusano Campus, è stato Maurizio Pompili, docente di psichiatria e suicidologia. “…Abbiamo avuto il sentore che il rischio di suicidio stia aumentando e potrebbe aumentare nei prossimi mesi – dice il medico – nel nostro ambito abbiamo registrato un aumento di tentativi di suicidi dovuti ad effetti diretti o indiretti di questa pandemia. Sono persone che già hanno una vulnerabilità dettata da altri fattori, a cui si aggiunge anche la criticità del momento. Fortunatamente la maggior parte dei soggetti in crisi riesce a trovare delle alternative e ad allontanare l’idea del suicidio…Sul fronte economico, dopo la crisi del 2008 in Italia c’è stato un aumento del 12% dei suicidi maschili. Oggi le categorie dei lavoratori meno protette sono quelle che pagheranno il prezzo maggiore, dobbiamo giocare d’anticipo da questo punto di vista…”.

Da inizio marzo si sono verificati in Italia 34 suicidi e 23 tentati suicidi

A confermare il preoccupante trend sono le analisi condotte dalla Fondazione BRF (Istituto per la Ricerca in Psichiatria e Neuroscienze) che, dall’inizio della pandemia, ha istituito un osservatorio mirato a monitorare la correlazione tra suicidio e Covid-19. Il fatto che sia iniziata la Fase 2, sottolineano gli specialisti, non implica che gli effetti psicologici dell’isolamento siano terminati. Al contrario “…La fase di “scampato pericolo” è quella in cui la maggior parte dei disturbi si manifesta – scrive la Fondazione BRF -. D’altronde anche nei casi di altre emergenze passate (11 settembre, SARS, disastro di Fukushima, crisi economica del 2008) abbiamo assistito ad un incremento considerevole dei casi di depressione, ansia, disturbo da stress post-traumatico…”.

Secondo i dati raccolti dall’istituto di ricerca i suicidi dall’inizio di marzo ammonterebbero a 34 mentre i tentati suicidi a 23. Numeri preoccupanti e in costante crescita. Soltanto dal mese di maggio, dunque con l’allentamento delle norme restrittive, i suicidi sono stati almeno 4 e i tentati suicidi 5.