IN AEREO IL VIRUS NON VOLA. LE DISTANZE SOCIALI SONO STATE ABOLITE. VINCE IL RICATTO.

E' solo vergognoso che in aereo le distanze di sicurezza siano state abolite mentre in tutti gli altri mezzi pubblici si debbano osservare. E che dire di bar, ristoranti e lidi balneari?

Roma – I viaggi in aereo sono ripresi anche se i passeggeri sono notevolmente diminuiti. Almeno in questi primi giorni di giugno dunque a ridosso della riapertura degli aeroporti. Tutto sembra come prima ma, in realtà, non lo è. E, forse, mai più lo sarà. Alcune cose però non ci convincono. Va bene entrare in aeroporto in mascherina, rimanerci per tutto il tempo dell’attesa, controlli a vista, ingressi separati, distanze nei sedili delle aree di attesa e cosi via. Nulla da obiettare, è legge. O cosi o pomì, recitava una vecchia pubblicità. Ma a bordo perchè cambiano le cose? Dove sono finite le distanze di sicurezza? Perchè stiamo così assiepati negli spazi, già angusti, dei velivoli low cost che in Italia hanno sempre fatto affari d’oro? Questa discrepanza proprio non la comprendiamo.

In metrò posti alternati.

In metrò sedili intervallati, in bus e pulmann stessa cosa, in treno posti alternati, al risto e al bar distanze di almeno un metro (e se non le rispetti il rischio multa è sempre in agguato) poi ti sposti in aereo e ti ritrovi appiccicato al tuo compagno di viaggio. Tre a destra, tre a sinistra, tutti però con la mascherina sul volto. Perchè? Perchè in aereo non si rispettano le distanze? Insomma diciamocelo francamente ha vinto il ricatto. O tutti i posti occupati oppure ogni volo costerà un botto. E hanno vinto le compagnie. Com’era stato per i voucher che di fatto hanno escluso i rimborsi in euro sonanti per i voli cancellati grazie ad uno dei tanti DPCM di Giuseppe Conte nel quale, grazie all’art. 88 bis di detto decreto poi trasformato nella Legge n. 27 del 24 aprile 2020, le utenze avevano diritto al solo buono di viaggio (senza fiatare ovvero con la tacita accettazione) e non più alla restituzione delle somme pagate.

Arrivati a destinazione l’uno accanto all’altro. Il virus non vola.

L’Enac (Ente nazionale per l’Aviazione civile), però, è di diverso avviso e in caso di cancellazione del volo, qualora il rimborso venisse negato, è possibile presentare un reclamo seguendo le informazioni e le istruzioni contenute nelle pagine del sito ENAC dedicate a Cancellazione del volo e Modalità di reclamo per negato imbarco, cancellazione e ritardo prolungato del volo. Ma tornando ai velivoli, rimanendo a distanza di un centimetro l’uno dall’altro non c’è pericolo di infettarsi? Stavolta chi è il saggio dalla mente malata che ci garantisce la salute a bordo degli aerei di linea? A quale informazione scientifica si attaccherà pur di difendere la salubrità del mezzo aereo? Chi sarà il virologo di turno che tenterà di persuaderci che il virus circola liberamente nel bar sotto casa o in trattoria ma, certamente, non a bordo di un Airbus A300?

Al ristorante distanze sociali e sistemi anticontagio. Il virus c’è…

Se riuscirete a convincerci chiederemo venia ma se tentate di prenderci ancora per il culo, come avete fatto altre mille volte in questi tre mesi di merda, allora davvero dovreste vergognarvi e nascondere la testa sotto terra. Continuate pure a giocare con la salute dei cittadini. Ce lo vogliamo vedere tutto questo gioco al massacro. Il maledetto virus, come sempre accade, ha colpito le persone sbagliate. Una bella pandemia sappiamo noi dove avremmo preferito vederla…