IL VIRUS E’ IN AGGUATO. POTREMMO TORNARE PEGGIO DI PRIMA. OPPURE NO. SCIENZIATI SUL RING.

Previsioni a tal punto contrastanti che credere a qualcuno diventa impossibile. I camici bianchi, spesso imboccati da certa politica, riferiscono di studi e pubblicazioni che vogliono il virus in estinzione o più forte di prima. Potremmo tornare ai domiciliari o alla cosiddetta normalità? In tutto il mondo non ci sono certezze su come finirà e se finirà la terribile pandemia.

Nuova Zelanda, la nazione al mondo meno colpita dal Covid-19.

In Nuova Zelanda il Covid-19 ha causato 22 vittime ed un numero di contagi irrilevante grazie alle misure di prevenzione adottate comunque in una nazione che conta poco più di 5 milioni di abitanti ed una densità di 18,2 abitanti per chilometro quadrato. In quella zona del mondo alcuni scienziati dicono che è possibile sconfiggere il virus anche senza vaccino. Per far questo però potrebbero occorrere altri periodi di restrizioni forse più lunghi di quelli che abbiamo subito. I camici bianchi parlano di sei mesi sino ad un anno, situazione economica permettendo. Forse virologi ed epidemiologi neozelandesi non sanno come siamo messi:”…Significherebbe accettare meno libertà nel medio termine e sarebbe cruciale avere fiducia nell’autorità e volontà di aderire alle restrizioni – afferma Angharad Davies, docente di microbiologia – l’incentivo sarebbe che, se raggiungessimo l’eliminazione, potremmo tornare a una situazione vicina alla normalità e ad avere un’economia locale in salute anche in assenza del vaccino…”. Sulla stessa lunghezza d’onda l’epidemiologo Lakshmi Manoharan:

Due settimane per sconfiggere il virus in Nuova Zelanda.

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…Fare altrimenti, significherebbe rischiare di dover fare dentro e fuori dai lockdown numerose volte – aggiunge il ricercatore – questo sarebbe ancora più nocivo per la società e per l’economia, comparato alla possibilità di prendere misure più stringenti nel breve termine… Il numero di persone che hanno sviluppato anticorpi da Covid-19 in hotspot del Coronavirus come Wuhan o la Spagna è ancora basso. Permettere alla vita sociale ed economica di ripartire in questa situazione e in assenza di un vaccino potrebbe portare a una seconda ondata di infezioni peggiore della prima… La soluzione passa dal mantenimento del distanziamento sociale, dalle quarantene per chi arriva da altri paesi e da una politica di tamponi, tracciamento e isolamento che riesca a ridurre i tassi d’infezione…“.

Secondo alcuni scienziati non c’è bisogno del vaccino.

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Insomma la situazione potrebbe peggiorare da un momento all’altro e ci farebbe tornare a clausure ben più pesanti di quelle che abbiamo sopportato, a sentire i cervelloni d’oltre Atlantico. Ma se è vero come dicono perchè i nostri virologi parlano di “smollamento” del virus e fanno previsioni meno cruente?:

“…Il virus clinicamente non esiste più – ha detto nel giugno scorso Alberto Zangrillo, direttore dell’unità di Anestesia e rianimazione generale e cardio-toraco-vascolare del San Raffaele di Milano – terrorizzare il Paese è qualcosa di cui qualcuno si deve prendere la responsabilità. Da tre mesi numeri con evidenza zero. Si ritorni alla vita normale. È auspicabile che il virus scompaia per sempre, come la Sars. Che il virus dal punto di vista clinica non esista più lo dice l’università Vita e Salute del San Raffaele, lo dice uno studio fatto dal virologo direttore dell’Istituto di virologia, professor Clementi, lo dice insieme alla Emory University di Atlanta, il professor Silvestri: i tamponi eseguiti negli ultimi dieci giorni hanno risultati con una carica virale dal punto di vista quantitativo infinitesimale rispetto ai tamponi eseguiti sui pazienti un mese fa…“.

Il professor Alberto Zangrillo. 

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Secondo l’autorevole luminare ne saremmo usciti ma è proprio cosi? Sentiamo il parere dei professionisti tirati in ballo dallo stesso Zangrillo:”… L’infezione da Coronavirus Sars-CoV-2 è cambiata – aggiunge Massimo Clementi, ordinario di Microbiologia e Virologia all’università Vita-Salute del San Raffaele – era questo che già da un po’ di tempo avevamo osservato soprattutto nel nostro ambito. Ultimamente ci sono elementi che fanno pensare a un profilo clinico più basso del Covid 19 quindi abbiamo cominciato a chiederci perché e con uno studio abbiamo rilevato una differenza talmente evidente nelle cariche virali dei tamponi, più basse rispetto alla prima metà di marzo, da essere considerata molto significativa. Il motivo va approfondito. L’effetto clima potrebbe aver giocato un ruolo…“.

Il professor Massimo Clementi.

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C’è poi chi della prudenza fa un vero e proprio baluardo contro il virus che non si sarebbe estinto affatto e non sarebbe addirittura meno aggressivo:

”…Siamo passati da una fase di circolazione epidemica a una circolazione endemica – afferma l’epidemiologo Pierluigi Lopalco, della task force per l’emergenza Coronavirus – possiamo attraversare la strada? Si, certamente. Dobbiamo avere paura ad attraversarla? No, basta fare attenzione. Questo però non vuol dire che possiamo attraversarla bendati…In questi giorni abbiamo poche certezze: i reparti ospedalieri si stanno via via svuotando; i nuovi casi positivi si riferiscono per lo più a portatori asintomatici o paucisintomatici che quindi esprimono basse cariche virali.  Il numero di portatori è comunque alto, considerando che la maggior parte non viene rilevata e che il virus si mantiene alla stato di portatore per molto tempo… Guarda a destra e sinistra prima di attraversare la strada perché il traffico esiste e il pericolo può arrivare anche dall’inatteso. I miei genitori facevano terrorismo? Di certo no. Non mi dicevano mica di non attraversare la strada. Mi ricordavano di stare attento e valutare bene il rischio…”.

Il professor Pierluigi Lopalco.

Messaggio ricevuto ma che cosa si prospetta per il futuro? Alcuni ricercatori americani hanno tentato di spiegarci , in concreto, che cosa ci aspetta ancora:”… Il virus ci accompagnerà per i prossimi 18-24 mesi – spiegano dal Cidrap, center for Infectious Disease Research and Policy dell’Università del Minnesota – e non si arresterà fino a quando il 60-70% della popolazione non sarà immune, per contagio o per vaccino. E in dipendenza dalle misure di controllo i prossimi mesi potranno registrare tre scenari, con onde di diffusione di differente ampiezza, durata e intervalli…”.

I ricercatori del Cidrap dicono che il virus rimarrà con noi da uno a due anni. 

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Poi ci sono i complottisti del vaccino e i NoVax che gridano allo scandalo sbandierando ai quattro venti la presenza di poteri occulti che avrebbero fatto di tutto pur di obbligare il mondo a doversi iniettare il futuro vaccino. Un affare da miliardi e miliardi di dollari affermano i nemici giurati della siringa che potrà ridurci a macchine biologiche non più pensanti dunque, in fin dei conti, inutili. Noi ce ne siamo fatti un’idea leggendo e interpretando idee, studi, strumentalizzazioni politiche e sanitarie fra pubblicazioni scientifiche e studi di laboratorio. In questa tragica vicenda epocale c’è un’unica certezza: non v’è certezza. C’è da stare ben poco allegri.

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