IL PROGRAMMA DEL GOVERNO CHE NON C’E’

Presentati da Zingaretti i cinque punti che dovrebbero rilanciare l’azione del PD. In realtà stanno tutti pensando all’Emilia e a Bonaccini.

Una rivoluzione verde per tornare a crescere, una sburocratizzazione per imprese e cittadini, un “Equity Act” per raggiungere da un lato la parità salariale tra uomo e donna e dall’altro un equilibrio tra nord e sud Italia, un aumento della spesa per l’educazione e, infine, un piano per la salute e l’assistenza. Con l’elencazione di questi 5 punti (declinati, a loro volta, in altri dettagliati paragrafi) Zingaretti ha chiuso il seminario del PD tenutosi all’Abbazia di Contigliano. Un piano ambizioso e, soprattutto, un programma di legislatura, impensabile da attuare in un orizzonte temporale inferiore ai 5 anni.

Ad ogni modo, quelli sopraelencati sono stati i 5 punti ufficiali dati in pasto alla stampa alla fine del consesso democratico. Poi vi sono gli altri 5 punti, quelli ufficiosi, di cui si è parlato nei corridoi per tutta la durata del seminario. Riassunti, suonano più o meno così: ce la farà Bonaccini? A che punto stiamo nei sondaggi? Che succede se perdiamo anche in Emilia? I Cinquestelle reggeranno il colpo o a furia di sgretolarsi ci lasceranno col cerino in mano? Davvero vogliamo allearci strutturalmente con i grillini e inseguirli sui loro temi, che sono per molti versi opposti ai nostri (si raffronti al riguardo l’intervento critico del Sindaco di Bergamo Giorgio Gori, uno che nel partito un certo peso lo ha. E vale un concetto simile anche per le parole pronunciate da De Luca: “evitiamo di omologarci a partiti che si rinnoveranno sotto la guida di Toninelli”)?

Per dirla con Platone, la discrasia tra il mondo delle idee e il mondo reale non è mai stata tanto evidente. Zingaretti fa quello che può per rilanciare l’azione del partito, al costo di sconfinare nella fantascienza. Pensare a un programma quinquennale di Governo date le contingenze attuali sembra infatti davvero poco realistico e la sensazione è che ne siano tutti consapevoli, compresi i telegiornali, che ieri non hanno nemmeno riportato tra le notizie i punti di quello che dovrebbe essere il nuovo corso di quello che dovrebbe essere il primo partito della sinistra italiana. Una marea di condizionali, che lasciano uno spazio ampio e diffuso alla paura di sottofondo.