IL PORTO FRANCO E DOGANALE NON SONO ITALIANI

Stati Uniti e Gran Bretagna hanno sub-affidato le due aree della città Giuliana al governo Italiano per nome e conto del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite

La International Provisional Representative of the Free Territory of TriesteI.P.R. F.T.T. è intervenuta ufficialmente, con atto depositato l’8 febbraio, nella procedura d’infrazione della Commissione Europea State aid SA.38399 (2018/E) Corporate Taxation of Ports in Italy, che contesta all’Italia la mancata imposizione della tassa sulle società alle Autorità di sistema portuale che gestiscono i porti italiani.

L’intervento della I.P.R. F.T.T. afferma che l’Autorità portuale italiana denominata «Autorità Portuale di Sistema del Mare Adriatico Orientale: Trieste e Monfalcone» può essere inclusa nella procedura d’infrazione comunitaria soltanto per quanto riguarda la gestione del porto di Monfalcone, poiché il Porto Franco internazionale ed il porto doganale di Trieste non sono porti dello Stato italiano e dell’Unione Europea.

La I.P.R. F.T.T. fonda l’affermazione su strumenti del diritto internazionale, del diritto comunitario e dell’ordinamento italiano che riguardano la costituzione del Free Territory of Trieste attuale e del Porto Franco internazionale quale suo ente di Stato, ed il loro regime di amministrazione civile provvisoria sub-affidato al Governo italiano dai Governi statunitense e britannico quali amministratori primari per conto del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Il caso ha perciò implicazioni molto ampie.