IL GRANDE FRATELLO SU DI NOI

La privacy? Una sorta di orpello da usare per controllare e censurare. Altro che protezione dei dati personali. Il business sulle nostre generalità è già in atto

“…Il trattamento dei dati personali deve essere al servizio dell’umanità. Il diritto alla protezione dei dati non è un diritto assoluto, ma deve essere considerato in relazione alla sua funzione nella società ed essere bilanciato con gli altri diritti fondamentali esistenti…”.

Con queste parole Wojciech Wiewi¢rowski, garante Ue della protezione dei dati (EDPS), ha lanciato un appello affinché si possa sviluppare un’applicazione su scala globale sotto il coordinamento Ue per contrastare la pandemia da Covid-19.

Wiewi¢rowski, succeduto alla guida dell’organo dopo la prematura scomparsa dell’ex collega e superiore Giovanni Buttarelli, non è nuovo a questo tipo di richieste. Già nel 2019 il garante Ue della protezione dei dati si era scagliato contro i giganti dei network, chiedendo che si applicassero norme più rigide in merito all’e-privacy.

In una lunga intervista rilasciata all’Ansa il rappresentante europeo aveva ribadito la propria linea di condotta:

“…Non è una battaglia tra giganti del web e regolatori della privacy – aveva detto il garante – ma sulle procedure per fare in modo che il flusso di dati sul mercato sia più civile e rispettoso della privacy delle persone. Le autorità per la protezione dei dati sono molto preoccupate per la possibilità che i network interessati dalla normativa sul copyright creino dei data base con informazioni su coloro che infrangono le regole del diritto d’autore e allo stesso tempo dei testimoni o delle vittime di tali violazioni…”.

La crisi pandemica diffusa in Europa potrebbe rappresentare una ghiotta occasione per i progetti di Wiewi¢rowski. L’accentramento dei poteri, richiesto a gran voce tanto dagli Stati nazionali quanto dagli organi politici europei, troverebbe attraverso l’utilizzo dei dati sensibili una comodissima scorciatoia verso il successo.

Il vero rischio, però, nascerebbe dall’erosione del diritto alla privacy e della stessa libertà individuale. La straordinarietà della situazione a cui siamo sottoposti in questi giorni potrebbe non concludersi con la fine della pandemia. L’accentramento dei poteri decisionali e l’accesso dell’UE ai dati sensibili potrebbe provocare un effetto “Grande fratello” al quale nessuno potrebbe sfuggire. Gli spostamenti, i pensieri e le critiche mosse dalla popolazione potrebbero essere costantemente tracciate e perché no, anche censurate. Nelle prossime ore, in particolar modo dopo la conferenza dell’Eurogruppo che si terrà alle 15 del 7 aprile, avremo più chiaro il progetto politico ed economico che l’Unione Europea ha deciso di perseguire.

Nel frattempo, ripensando a tutti gli scandali informatici che hanno visto i giganti del web e governi nazionali trattare per l’acquisizione di dati sensibili al fine di veicolare elezioni o le pubbliche opinioni, c’è poco da stare tranquilli.