IL FANTASMA DELLA BAMBINA AFFOGATA

Lo spettro della sfortunata bimba si sarebbe materializzato più volte nel giardino di un noto ristorante piemontese. Raccontano la strana vicenda uno chef e una studiosa di fenomeni paranormali.

lo chef Giorgio Galaverna indica l’angolo del giardino dove lo spettro della bambina avrebbe fatto più volte la sua apparizione.

CAMERI (Novara) – Nel 1575 Lucrezia Ciocara, moglie del nobile milanese Francesco Cid acquistava tre possedimenti in territorio di Cameri e di Galliate tra i quali la stupenda Ghisolfa cum domo dicta la Pichetta, oggi denominata Cascina Picchetta ad un tiro di schippo dal centro di Cameri, in provincia di Novara. La Cascina Picchetta e il Palazzo sono rimasti sempre di proprietà privata passando dalla famiglia Cid ai Gesuiti come eredità dal nipote di Lucrezia, padre Francesco Cid, appartenente al potente ordine ecclesiastico.

Cascina Picchetta di Cameri nel Parco del Ticino

Oggi la parte più suggestiva della piccola Corte, con annesso l’omonimo ristorante, è di proprietà della famiglia Galaverma che da diversi anni cura il bellissimo borgo medievale meta di turisti e visitatori che giungono in questa parte del Parco del Ticino, nella porzione piemontese, per ammirare fauna e flora fluviali e lacuali. La Corte, però, è anche “domicilio” di una stranissima presenza. Insomma uno spettro che, generalmente dopo la mezzanotte, ripropone la propria imbarazzante presenza che raffigura una bambina di sette, otto anni con un cane in mano e con ai piedi un mazzo di fiori.

Sembra la solita storiella per attrarre i turisti stranieri nei vecchi casolari di campagna ma il fantasma della Picchetta non sembra essere la solita bufala da pubblicità. Almeno se a descriverne la vicenda è il titolare dell’esercizio commerciale, persona seria e di provata affidabilità:

”…Questo è un borgo antico di straordinaria architettura come potete ammirare – dice Giorgio Galaverna, 74 anni, chef e proprietario – che ho comprato circa vent’anni fa ristrutturando il rudere che c’era e cambiando radicalmente il nostro modo di vivere dalla città alla campagna. Finito di lavorare, specie d’estate, mi reco nell’orto retrostante al ristorante per bagnare le piante. Una notte di alcuni anni fa, all’improvviso, si materializzava davanti a me una bimba di otto anni con un cagnetto in mano che mi sorrideva allegra carezzandomi i capelli. Credevo fossero le ragnatele degli alberi invece era lei che con la manina a darmi questa sensazione… L’ho vista quattro volte in tutto…”.

Cindy Pavan, studiosa di fenomeni paranormali.

L’ultima apparizione però sarebbe stata più toccante delle altre perché la bambina sembrava contrariata e triste. Perché?:

”… La bimba è morta sessant’anni fa dentro una fontana che adesso non c’è piùaggiunge Galaverna – è affogata in dieci centimetri d’acqua probabilmente perdendo il contatto con i genitori. In giro lo sanno tutti ed anche il vecchio custode, un ex carabiniere, ebbe modo più volte di accorgersi dell’inquietante presenza…”.

Un’appassionata e studiosa di fenomeni paranormali, utilizzando una termo-camera, avrebbe rilevato un ectoplasma consistente che si sarebbe materializzato nell’immagine di una bambina, la stessa descritta da più persone nella medesima maniera:

”…L’immagine all’infrarosso denotava la figura di una bambina bionda – asserisce Cindy Pavan – magrolina, dell’apparante età di otto-dieci anni che teneva in braccio un cagnolino e ai piedi un mazzo di fiori. Nell’area del piccolo parco interno della Picchetta, nella stessa nottata, ho rilevato altre formazioni di materia levitante che sembrano avvinghiarsi alle strutture del giardino come se si sentissero disturbate dalla mia intrusione strumentale. E probabilmente è cosi e ciò vuol dire che la presenza non è solo una e le altre si trovano in questa sede a protezione della bimba…”.

nel medesimo punto le termo-camere hanno rilevato presenze consistenti l’ultima delle quali potrebbe ricondursi all’immagine antica della sfortunata bambina.

Tra il parco e la piazzetta della Corte c’è un notevole sbalzo termico che si avverte marcatamente. Il fatto può creare suggestione ma la nebbia che si addensa è davvero un fatto strano poiché addensandosi potrebbe creare figure di diversa tipologia. Le termo-camere, però, non sono sensibili agli umani effetti emozionali pertanto ciò che hanno rilevato è davvero spettacolare. Le termo-camere sono collegate ad un computer che trasforma in immagini i segnali ricevuti dunque l’affidabilità di tali strumenti rimane notevole.

Altra immagine rilevata dalle termo-camere