IL 2019 E’ STATO L’ANNO DELLE REGISTE: RECORD DI DIREZIONI FEMMINILI TRA I FILM CAMPIONI DI INCASSI.

Uno studio dell'Università della Southern California a Annenberg ha intercettato la svolta. Si tratta di numeri ancora ben lontani dalla parità, ma è un miglioramento statistico di più del doppio rispetto all’anno precedente.

L'amazzone

Un nuovo studio della Inclusion Initiative dell’Università della Southern California a Annenberg, pubblicato a conclusione di un dibattito sulle discriminazioni perpetrate nella storia di Hollywood, ha portato alla luce una statistica importante. Ad alcuni anni dall’esplosione del MeToo, infatti, sembra essere la stessa industria cinematografica americana a volersi riscattare dal suo interno. Il 2019 è stato infatti l’anno in cui il numero di film campioni di incassi al botteghino diretti da donne ha raggiunto livelli da record.

Greta Gerwig

Il segnale è che la polemica sul gender gap ha smosso le acque provocando un profondo cambiamento. Secondo un efficace resoconto proposto in Italia nei primi giorni dell’anno da ANSA, negli ultimi 12 mesi registe come Greta Gerwig (“Piccole Donne”), Lorene Scafaria (“Hustlers”), Olivia Wilde (“Booksmart”), Lulu Wang (“The Farewell”) e Melina Matsoukas (“Queen and Slim”) hanno contribuito a polverizzare ogni precedente statistica. Sono stati diretti da donne il 10,6% dei 100 film campioni di incassi al box office 2019. Due di essi – “Frozen II” e “Captain Marvel“, rispettivamente di Jennifer Lee e Anna Boden – sono arrivati nella Top Ten.

Melina Matsoukas

Si tratta di una percentuale più che raddoppiata rispetto al 2018, quando la proporzione dei film con registe donne era stata appena del 4,5%. Una cifra che, peraltro, risultava stabile ed invariata fin dal lontano 2007 (ma solo perché nel 2007 l’ateneo di Annenberg ha cominciato a tenere questo conteggio, se si andasse indietro nel tempo, probabilmente, gli esiti si mostrerebbero ancora peggiori).“Finalmente le cose si muovono”, ha dichiarato Stacy Smith, che ha co-firmato lo studio. Secondo l’opinione della studiosa, una confluenza di fattori ha contribuito a questa svolta: dall’impatto di movimenti come #MeToo e Time’s Up, che hanno puntato i riflettori sull’esistenza di enormi discriminazioni di genere nell’industria cinematografica, alla maggiore presenza di donne registe in festival come Sundance, in tv e sulle piattaforme in streaming come Netflix.