I NARCOS COLOMBIANI FANNO AFFARI D’ORO IN SICILIA

Il famigerato cartello vende droda a tutti, cinesi compresi.

Catania e il Messico non sono mai state così vicine. Ad unirle così saldamente c’era una lunga striscia di 386 kg di Cocaina che dovevano essere immessi sul mercato italiano e smerciati in maniera congiunta tra cartello messicano di Sinaloa e i clan locali. A rendere noto il fatto è stata la Repubblica, che nella giornata di oggi ha riportato la cronaca dell’operazione condotta dal nucleo Gico della Guardia di Finanza, che ha condotto all’arresto degli emissari del “Flaco”, boss del cartello messicano. Il carico di droga era partito nella giornata del 7 gennaio da Bogotà direzione Catania, ma grazie alla collaborazione tra le procure delle due città, gli inquirenti erano a conoscenza dell’esistenza del carico già durante le prime ore del viaggio. Per intercettare Felix Villagran e Daniel Ortega, i due emissari messicani, i finanziari avrebbero posizionato alcune microspie e telecamere nella camera d’albergo dove erano soliti alloggiare, nel centro storico della città, zona Manganelli. L’operazione, impreziosita dalla collaborazione oltreoceano, non è però ancora conclusa: nonostante siano scattate le manette per i messicani, ancora non si sa molto in merito alla controparte italiana. Dalle registrazioni effettuate nella camera d’albergo non emergono nomi, ma semplici soprannomi per spiegare l’andamento dell’affare ai referenti in Messico. Felix Villagran e Daniel Ortega usavano nomignoli come “spaghetti”, “quello basso”, “quello che non parla spagnolo”, per indicare i corrispettivi italiani. “Mio signore”, invece, era la maniera cui erano soliti chiamare il “Flaco”. Intanto la procura di Catania continua ad indagare.