I DUE UOMINI LEGATI DA UN TRISTE DESTINO?

Stefano Scuderi e Giancarlo Chialastri sarebbe spariti come fantasmi e dopo più di tre anni nessuno ne avrebbe segnalato la presenza in altri luoghi. Per gli inquirenti si sarebbe trattato di allontanamento volontario, almeno per quanto attiene Chialastri, ma l’uomo non avrebbe avuto motivi per andarsene da casa. I parenti ipotizzano una brutta fine e pretendono la verità.

Stefano Scuderi

Cave-Palestrina – Due casi di scomparsa, a distanza di tre mesi l’uno dall’altro, sembrerebbero legati da un medesimo tragico destino: presunte vittime di rituali satanici? Allontanamento volontario o che altro? I due uomini, pare entrambi in cura presso il locale centro di Igiene mentale, sono spariti dalla frazione di San Bartolomeo che ricade in parte nel territorio del comune di Palestrina ed in parte in quello di Cave, entrambi municipi in provincia di Roma. Il primo a sparire nel nulla è stato Stefano Scuderi, 54 anni, residente nella frazione di San Bartolomeo nella porzione urbana ricadente nel territorio di Palestrina il 9 marzo del 2017.

La casa di Scuderi con i mobili a soqquadro e rotti.

Un amico dell’uomo, per altro assistito da un tutor, era andato a trovarlo come faceva da anni. Appena arrivato in casa di Scuderi l’amico di famiglia rimaneva sconvolto alla vista dell’abitazione aperta e messa a soqquadro con diversi mobili danneggiati e l’auto aperta davanti all’ingresso del fabbricato. Scuderi si sarebbe allontanato a piedi e senza portare nulla con sé, compreso il cellulare, effetti personali e alcune medicine, salvavita, che l’uomo doveva assumere con regolarità. Il profilo di Stefano Scuderi lo descrivono i suoi stessi amici: una persona dolce, bonaria e senza malizia che alternava momenti di euforia ad altri di sconforto e rabbia. L’uomo avrebbe lasciato a casa anche il cane Pupa, a cui era affezionatissimo, e financo le scarpe, quelle che Scuderi usava di solito. La sera prima Stefano era stato a cena da amici ma dopo la riunione conviviale nessuno l’ha più visto, né in zona né a Palestrina, men che meno a Cave. E poi perché quei mobili rotti? L’uomo si è dovuto difendere da un’aggressione? Chi può avere avuto interesse e perché? Scatta così la denuncia di scomparsa ai carabinieri che si mobilitano sin da subito con ogni mezzo assieme a volontari della Protezione civile, parenti e amici del pover’uomo sparito come un fantasma:

Le ciabatte che usava ogni giorno abbandonate in camera da letto.

”… Stefano sembra sparito nel nulla – dice l’avvocato Umberto Chialastri, amministratore di sostegno di Scuderi – non credo all’ipotesi rapimento ma non posso nemmeno escludere che qualcuno possa avergli fatto del male. Del resto basta notare il disordine in casa e la posizione spaiata delle scarpe e delle ciabatte. Sembra che qualcuno lo abbia preso con la forza. Inoltre il fatto che non ci siano macchie di sangue nell’appartamento non è di per sé una prova. Mi chiedo dove possa essere andato da solo Stefano, non aveva una gran quantità di denaro e ha bisogno di cure urgenti…”.

L’avvocato Umberto Chialastri.

Scuderi, qualora fosse fuggito intenzionalmente come qualche altra volta aveva fatto, ma per poche ore, avrebbe dovuto utilizzare un autobus o un treno magari per recarsi sulle montagne di Udine che diceva di amare tanto ma nessuno lo ha notato in stazione oppure al capolinea dei pullman a percorrenza urbana ed extraurbana. Dunque dove potrebbe essere andato? Quasi identico copione per Giancarlo Chialastri, 46 anni, che scompare dalla medesima frazione, quella in territorio di Cave, l’1 giugno del 2017. L’uomo, dopo aver ritirato la pensione alle Poste del paese, non avrebbe dato più notizie di sé e anche lui necessita di medicine salvavita che pare non abbia portato appresso.

Giancarlo Chialastri.

Il suo cellulare, primo di risultare irraggiungibile, avrebbe agganciato una cella di un ripetitore vicino a casa di Scuderi poi più nulla. I due pare si conoscessero appena ma la loro sparizione, a tre mesi di distanza, appare assai sospetta. In zona si parla molto, sembra anche a livello istituzionale, di una recrudescenza di fenomeni legati al satanismo e alle messe nere assai frequenti, negli anni, nei boschi laziali, dal mare all’entroterra: ”… Fatemi sapere come sta mio figlio – è stato l’ultimo appello di Nazarena Foschi, l’anziana mamma di Giancarlo – chi sa parli, non lasciateci ancora cosi. Tutta la famiglia è disperata…”. Pare infatti che presso il tempio della Dea Fortuna, a Palestrina, si riuniscano nottetempo diverse persone, al momento ignote, dedite a rituali diabolici e che di questo siano a conoscenza Curia e forze dell’ordine.

Il tempo della Dea Fortuna dove si svolgerebbero le messe sataniche, il luogo di culto venne bombardato nel 1944.

I due casi di scomparsa sarebbero stati archiviati ma alcuni mesi addietro alle famiglie dei due uomini sarebbe stato effettuato un prelievo ematico per ricavarne il Dna tant’è che i parenti si chiedono se ci siano o meno delle novità. Per quanto attiene Chialastri, pare che qualcuno abbia rimosso i volantini che ne denunciavano la scomparsa. Chi ne avrebbe avuto interesse? A distanza di più di tre anni nessuna segnalazione sarebbe giunta alle rispettive famiglie. Il caso rimane insoluto.

Segni come questi non raccontano di sacrifici umani piuttosto di presenze sataniste che in tutto il Lazio operano da anni.