GOD SAVE THE QUEEN

sfogliando oziosamente le pagine di politica estera, ci si può distrarre dal malessere nostrano nel vedere come tutto il mondo sia paese, e come l'imbarazzante circo italiano abbia compari assolutamente degni in particolare al di là della Manica.

Uno cerca di evitare le meschine consolazioni, il mal comune mezzo gaudio, il paraculo “c’è di peggio”, and so on.

Vero è che, sfogliando oziosamente le pagine di politica estera, ci si può distrarre dal malessere nostrano nel vedere come tutto il mondo sia paese, e come l’imbarazzante circo italiano abbia compari assolutamente degni in particolare al di là della Manica.

La politica della perfida Albione è notevole per come, da una tradizione antica e nobile sia riuscita ad arrivare a livelli incredibili di comicità involontaria, provincialismo, insensatezza, aggressività e molti altri indici non lusinghieri. Da David “passavo di qua e ho pensato di proporre un referendum suicida per poi andarmene fischiettando” Cameron in poi, politici ed elettori anglosassoni hanno fatto del loro meglio per strappare la palma dell’assurdo all’Italia.

Sulle recenti elezioni, di fatto referendum confermativo di una delle più notevoli martellate sui propri genitali (metaforicamente parlando) della politica europea degli ultimi 30 anni, non c’è molto da dire che non possiate leggere in articoli più seri di un trafiletto wannabe satirico.

Mi e vi concedo, però, una panoramica dell’orrore nelle italiche reazioni.

I sovranisti nostrani, ringalluzziti dal gioco al massacro britannico, tornano alla carica contro la UE. Che sicuramente è migliorabile, tipo potrebbe istituire una polizia europea del ridicolo che passi con enormi altoparlanti alle riunioni leghiste strombazzando “cialtroni!”. Oppure una seria che indaghi sulle ingerenze dei russi che finanziano tutti i partiti antieuropei d’Europa, visto che i russi sono i principali interessati a una UE a pezzi. Ma potrebbe cominciare col non pagare i partiti antieuropei, my humble opinion.

Nel PD e dintorni i blairiani marci (leggi benzinai), di cui è spirata da anni la data di scadenza, si compiacciono invece del fallimento di un partito a loro affine. Possono così dire in malafede che parlare di stato sociale non funziona e che il tentativo tardivo di Corbyn di recuperare un dibattito politico avvelenato non ha potuto rappezzare i danni di politiche suicide trentennali del Labour. Evviva. E giù martellate sulle palle anche per loro.

Gli analisti si scapocciano parlando di divisioni di classe, generazionali, culturali.

Io penso che comunque i britannici mettono il ketchup sulla pasta.

Bye! 😉