GLI USA CONTRO LE SIGARETTE ELETTRONICHE

Conservanti e acetato di vitamina E nei vaporizzatori: si moltiplicano i casi di morti sospette

La sigaretta elettronica è ormai un fenomeno di massa esteso a livello mondiale: si è consolidato nei costumi delle persone. Milioni di consumatori si affidano, per sopperire al vizio del fumo di tabacco, a questi aggeggi elettronici “produttori di vapore” aromatizzato.

Ad oggi non esistono sufficienti studi scientifici rilevanti circa le conseguenze provocate dall’utilizzo di tale strumento.

Negli USA, però, le autorità sanitarie non hanno perso tempo e hanno optato per un intervento netto.

Il Centro di Controllo e Prevenzione delle malattie, denominato C.D.C., ha lanciato un allarme il 3 ottobre, dopo aver visionato i risultati prodotti da una ricerca. L’analisi condotta su 1.080 pazienti coinvolti nell’uso delle sigarette elettroniche, ha riportato un’evidenza preoccupante: ben 18 persone sarebbero infatti decedute a causa di questa pratica.

La notizia è stata ripresa e aggiornata dall’Agenzia di Stampa Reuters, che ha rincarato la dose, segnalando l’esistenza di ulteriori 275 nuovi casi.

E’ emerso infatti che i liquidi usati per le sigarette elettroniche hanno un contenuto molto elevato di THC, che è la principale sostanza chimica psicotropa contenuta nella cannabis. Un altro dato allarmante riguarda poi i contenuti delle fiale usate per la ricarica delle sigarette. Infatti è stato riscontrato che dentro i flaconi ci sono conservanti e spesso anche l’acetato di vitamina E. Quest’ultimo, quantomeno, non è presente in tutte le ricariche delle sigarette.

Alla luce di simili evidenze, la comunità scientifica e sanitaria degli USA ha preso posizione, raccomandando un uso responsabile delle sigarette elettroniche.

Siccome l’inalazione delle sostanze contenute nel vapore risulta pericolosa per la salute, allora l’uso prolungato ed oltre misura di questi apparecchi potrebbe provocare rischiose conseguenze all’apparato respiratorio, causando problemi anche molto gravi.