FRECCIAROSSA DERAGLIA: MORTI I DUE MACCHINISTI

Il grave incidente ferroviario tra Piacenza e Lodi alle 5 del mattino del 6 febbraio. Decine i feriti.

Frecciarossa incidente

Ennesimo incidente, ennesima tragedia sul lavoro. Questa volta a morire sono stati due macchinisti impegnati sul Frecciarossa 9595 partito da Milano Centrale alle ore 5,10 e diretto a Salerno con orario previsto 11,27. Il Rapido è deragliato nei pressi della stazione di Livraga (Lodi) durante le prime luci di questa mattina. Tra i passeggeri tanto spavento, ma fortunatamente, nessuna vittima. Dei 30 viaggiatori 28 sono stati trasportati in ospedale con una diagnosi da “codice verde”, mentre due in “codice giallo”. Le cause sono ancora incerte, gli inquirenti stanno verificando le eventuali responsabilità per capire se vi sia stato un errore umano. Dalle prime ricostruzioni sembrerebbe che il “deviatoio” dello scambio non abbia funzionato alla perfezione, causando la fuoriuscita dal Frecciarossa dai binari. Secondo quanto riportato dall’Ansa proprio la notte precedente erano stati effettuati dei lavori di manutenzione volti ad installare il “deviatoio” nuovo.

Parole di cordoglio e rammarico sono state espresse anche dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, il quale ha affermato che: “…Siamo molto dispiaciuto per le due nuove vittime del lavoro. Siamo vicini alle famiglie e siamo già al lavoro per accertare le cause della tragedia…”.

Immediata la presenza del prefetto di Lodi Marcello Maria Orione Cardona, il quale ha dichiarato davanti alle telecamere di SkyTg24: “Poteva essere una carneficina. È stato un mezzo miracolo. Nel primo vagone c’era solo un passeggero, due nel secondo e uno nel terzo. Un dato numerico che ha limitato i danni. I soccorsi sono arrivati rapidamente, in particolar modo tenendo conto che siamo in aperta campagna. I vigili del fuoco hanno fatto un lavoro fantastico.

I due macchinisti che si sono spenti questa mattina si chiamavano: Giuseppe Cicciù, 52 anni originario di Reggio Calabria, e Mario Di Cuonzo, 59 anni, nato a Capua. I loro nomi andranno a rinfoltire la lista dei già 48 lavoratori deceduti durante l’impiego durante il 2020. 701, invece, sono stati i decessi sui luoghi di lavoro nel 2019, per salire a circa 17.000 se prendiamo in considerazione gli ultimi undici anni.