FIRENZE – E’ MORTA PER KARMA SUO. QUELLO CHE (NON) SAPPIAMO SULLE SETTE ITALIANE.

Le sette continuano a reclutare adepti soprattutto per scopi economici. Alcune di queste sono riconosciute dallo Stato come comunità religiose ma nei fatti sono ben altro. Chi riesce a uscirne rimane assegnato per sempre.

Firenze – “In tutte le sette, tutte, nessuna esclusa, c’è sempre l’abuso sessuale, sempre“. Così Francesco Brunori vicepresidente dell’associazione Italiana Vittime delle Sette, esordisce nel raccontare la sua esperienza di lavoro nel settore della tutela e supporto alle persone che hanno fatto parte di sette e che con grande forza di volontà sono riuscite ad uscirne.

Francesco Brunori

Brunori racconta come “i bambini siano le vittime peggiori“, le vittime delle vittime, quelle che non hanno potuto scegliere: “…Abbiamo la testimonianza di una ex testimone di Geova di Bari – aggiunge il vice-presidente del sodalizio – che racconta di abusi sessuali ad una ragazza figlia di un’adepta da parte di un ministro del culto. Gli hanno fatto solamente un processo interno…Ma non l’hanno condannato, no, gli hanno dato due bacchettate sulle mani e gli hanno detto di fare il bravo ragazzo...”.

Scientology

Il rappresentante dell’AIVS ci racconta di Rodolfo Fiesoli, guru del Forteto, che Brunori considera come “uno dei fenomeni italiani più allucinanti” e aggiunge: “…Forse batte anche Mario Pianesi, guru della macrobiotica – esplicita BrunoriRodolfo Fiesoli in questo momento sta scontando una pena di 15 anni nel carcere di Padova… La prima condanna è stata nel 1985 ma lo hanno messo in galera solo l’anno scorso. Io ho conosciuto una vittima che per castigo veniva chiusa in una cella frigorifera per una notte intera…”. Per Brunori non c’è dubbio riguardo al sadismo, sessuale e non, che caratterizzava Fiesoli e lo si può facilmente intuire da come venivano trattati i suoi adepti: “…Aveva proibito gli incontri eterosessuali, dovevano essere tutti omosessuali secondo lui...”.

Rodolfo Fiesoli

Nonostante le varie tipologie che si possono riscontrare Brunori afferma: “...Il metodo cambia, è il fine che è uguale: la manipolazione. Le grandi sette come Scientology, i Testimoni di Geova, i Mormoni e Soka Gakkai, riconosciuta dallo Stato grazie a un intervento mirato di Matteo Renzi, non hanno più i grandi guru ma ne sono subentrati altri che ne hanno capito il valore strategico, economico e continuano a propugnare le loro dottrine…“.

Approfondendo la questione dell’interesse economico che per Brunori sembra essere lo scopo primario di questi “guru di seconda generazione“, il vice-presidente di AIVS ci racconta come molti di loro riescano pian piano ad arricchirsi a discapito dei loro adepti: “…Bisogna fare un’offerta libera – continua Brunorima se metti cinque euro ti guardano male pure i compagni, poi bisogna abbonarsi alle riviste (tutte le sette ne hanno una), dopo bisogna prendere la pergamena sacra, anche questa a offerta libera, che però deve stare nel suo armadietto e ha un prezzo anche questo, ovviamente, perché dev’essere consacrato in qualche maniera...”. E queste sarebbero le richieste minori a confronto di quanto possono sottrarre ai loro seguaci.

Matteo Renzi nel 2015 ha firmato il riconoscimento all’istituto buddista Soka Gakkai

Brunori ci nomina come esempio Damanhur, una vera e propria comunità piemontese. Francesco ha conosciuto due ex adepti che gli hanno raccontato la loro giornata tipo all’interno della congrega: “…Corvée dalla mattina alla sera oltre che tutti i vari riti… Fanno in modo di farsi intestare le ditte, se hanno ditte, case se hanno case. Fondano scuole interne e battono addirittura una moneta. Da Damanhur bisogna anche cambiare nome. Ci si dà il nome di un animale e il cognome di una pianta...”.

Sono tante le domande che a questo punto sorgono spontanee: che cosa porta una persona ad avvicinarsi a queste realtà? E come fanno ad uscirne? Che cosa gli dà la forza? “…Ci vogliono delle coincidenze nella vita – sostiene Brunorici vuole un momento di fragilità e ci vuole qualcuno che faccia parte di qualche gruppo manipolatore che percepisce tutto questo e accalappia la persona. E alcune sette, soprattutto quelle falso-buddiste, hanno l’obbligo di fare moltissimo proselitismo…”.

Il vasto territorio di Damanhur in Piemonte

Brunori continua spiegando che per lo stesso motivo per cui si entra, si esce. Se l’aver subìto un trauma o una disgrazia è la ragione che ha spinto una persona a far parte di una setta, quella probabilmente sarà la ragione che la spingerà ad uscirne: “…Queste persone hanno avuto un trauma diretto o indiretto e si sono come svegliate – continua Brunori – ricordo un ragazzo che ha fatto parte di una setta per 34 anni ed era molto legato ad una signora iscritta alla medesima setta. Un giorno l’hanno trovata impiccata e la spiegazione che hanno dato al ragazzo è stata: è morta per karma suo… Ed è proprio in quel momento che il ragazzo avrebbe trovato la forza di uscirne, nonostante una vita passata nella setta, è stato proprio uno shock. Quel ragazzo disse: mi sono svegliato...”.

Francesco Brunori parla poi delle condizioni, soprattutto psicologiche, in cui versano gli ex adepti appena usciti, i quali si risvegliano dopo anni di torpore e si ritrovano privati dei loro beni, della loro famiglia e, in un certo senso, della loro vita: “…L’adepto che ne è uscito da poco è in uno stato confusionario notevolissimo – spiega Brunori – ha due sentimenti principali: la rivalsa, e quindi diventa un treno di rabbia, o l’assoluta depressione...”. Questo forte sentimento di vendetta trae origine dalla realizzazione di ciò che gli è stato portato via negli anni, attraverso la manipolazione e l’inganno.

Fra le sette ci sono anche quelle sataniste

Nonostante la forza e il coraggio avuti per riuscire finalmente ad uscirne l’intossicazione da setta è permanente. Il segno rimane. Un segno che accompagnerà gli ex adepti per tutta la vita come insegna il padre della psicanalisi, Sigmund Freud: “…Niente di quanto abbiamo posseduto nella mente una volta può andare completamente perduto…”.

L’associazione Italiana Vittime delle Sette avrebbe redatto, insieme ad altre associazioni, una proposta di legge per la tutela delle persone che sempre più spesso entrano a far parte di queste realtà devianti, pensando di trovare un rifugio, un posto sicuro. Nel giro di poco tempo, invece, si ritrovano a far parte di una partita a scacchi di cui ignorano essere diventati le pedine.

I Mormoni