FERRARA – LA MAFIA NIGERIANA CONTROLLA IL MERCATO DELLA DROGA. BLITZ DELLA POLIZIA.

Ferrara – Più di 20 anni fa il Gad, il quartiere Giardino Arianuovo Doro di Ferrara che dal 2009 fa parte della Circoscrizione 1 della città insieme al centro, era il più bello e ambito. Rappresentava una sorta di polmone verde in cui valeva la pena vivere e crescere i propri figli. Ma ora non è più così. La prostituzione, lo spaccio e la violenza hanno fatto da padroni, degradandolo ogni giorno di più. I residenti, a denti stretti e tra le righe, parlano di mafia nigeriana. E temono per la propria incolumità.

I casermoni popolari della zona a rischio. 

In zona stazione, tra la fermata dei bus e le vetrine dell’Hotel de la Ville, i pusher offrono hashish, cocaina, eroina, ketamina. Gli spacciatori del quartiere sono un’istituzione e controllano, con decine di vedette fisse, il parco tra la stazione e il Grattacielo: due torri costruite una sessantina d’anni fa, 20 piani di appartamenti, circa 190 famiglie. E poi anche il piazzale della Castellina al di là dei portici, via Sauro, il parco piazza Toti e in via Cassoli, la strada che porta verso il castello Estense e lo stadio. E la sera non risparmiano neppure il parco giochi dei bambini, dietro l’acquedotto di Piazza XXIV Maggio.

Dopo diversi interventi da parte delle forze dell’ordine, lo scorso 25 giugno il maxi blitz delle forze dell’ordine. Dalle 4.30 del mattino la zona del Grattacielo è stata rivoltata come un calzino e recintata per controllare ingressi ed uscite, per poi entrare in azione alle sei. L’operazione, coordinata dal questore Cesare Capocasa insieme al comandante della polizia locale Claudio Rimondi, ha visto l’impiego di circa 200 agenti della polizia di Stato, personale della Squadra Mobile, Reparto Prevenzione Crimine, Unità Cinofili, Ufficio Immigrazione, Gabinetto Provinciale di Polizia Scientifica, Reparto Mobile e un equipaggio del reparto Volo della Polizia di Stato di Venezia per avere una visuale d’eccezione.

Spacciatori al lavoro. La mafia nigeriana controlla il mercato della droga. 

Un grande dispiegamento di forze che ha permesso l’identificazione di 197 persone, 14 perquisizioni delegate dalla Procura agli uomini della Mobile (guidati da Dario Virgili), 102 accessi amministrativi domiciliari, il fermo nei confronti di un cittadino nigeriano di 32 anni, un arresto in esecuzione di ordine di carcerazione di un cittadino pakistano di 28 anni, il sequestro di 100 grammi di marijuana trovata nei giardini limitrofi, l’ispezione di 15 esercizi commerciali, cinque sospensioni della licenza di esercizi commerciali per violazione dell’articolo 100 del T.U.L.P.S. (testo unico delle leggi di pubblica sicurezza), in quanto ritenuti pericolosi per l’ordine e la sicurezza pubblica. Inoltre, sono stati eseguiti cinque accompagnamenti al C.P.R.(Centro di Permanenza per i Rimpatri) di Torino di persone considerate socialmente pericolose e destabilizzanti per la sicurezza pubblica, un allontanamento con ordine del Questore e una denuncia per inottemperanza al Foglio di Via Obbligatorio di un cittadino nigeriano. Verranno anche svolte approfondite verifiche per quanto riguarda gli affitti, uno degli annosi problemi delle due torri del Grattacielo che ha incentivato l’insediamento degli spacciatori:

In azione la Polizia di Stato. 

”…Questa è un’operazione di alto impatto – ha detto il Questore – è stato un segnale importante, anche per verificare dall’interno la situazione. Ovviamente è un dispendio di risorse, ma è un segnale che andiamo anche a bussare alle case (…) Non è finito nulla in Gad. Ad oggi questa strategia ci ha consentito di allontanare gli spacciatori e ci è servita a capire chi c’è. Il messaggio è questo: se ci siamo noi, non ci sono loro…” A seguito della diffusione del covid-19 e delle conseguenti misure restrittive, lo spaccio si è modificato e spostato in contesti dove è difficile fare attività di osservazione, come in via Scalambra o nell’ex distilleria:”…E’ necessario ora lavorare con la riqualificazione urbana – ha concluso Capocasa – sennò non andiamo da nessuna parte: bisogna fare un’attività per evitare l’occupazione abusiva e delinquenziale di quella zona. Noi abbiamo iniziato e, secondo me, questa è la via giusta. Step by step…”.