FEMMINICIDIO: O MIA O DI NESSUNO CON UN COLPO DI FUCILE.

Il solito copione: la donna che annuncia la fine della relazione e l'uomo che non intende saperne. Lei morta ammazzata senza pietà, lui si costituisce. Il presunto assassino era stato denunciato due volte per stalking dalla ex moglie.

La vittima Alessandra Cità.

Truccazzano (Mi) – Chiusi in casa per la quarantena avevano iniziato  a litigare da giorni. L’ultimo alterco si è concluso con un colpo di fucile a pompa. Dopo averla ammazzata nel sonno l’uomo ha chiamato il 112 confessando il delitto. Il cadavere di Alessandra Cità, tranviera di 47 anni, è stata ritrovata sul letto in un lago di sangue dai carabinieri che si sono recati nell’abitazione delle coppia dietro segnalazione di Antonio Vena, 47 anni, disoccupato, che ha confessato l’omicidio giustificando il suo tragico gesto con la gelosia e, soprattutto, per non avere intenzione di condividere la decisione della vittima che voleva lasciarlo dopo 9 anni di movimentata convivenza. La costrizione forzata in casa ed i violenti alterchi che si sarebbero susseguiti nei giorni scorsi, per gli stessi motivi, avrebbero esasperato gli animi della coppia. Alle 2 di notte del 18 aprile scorso Vena avrebbe imbracciato il fucile a pompa, pare legalmente detenuto dalla donna, e avrebbe rivolto la canna sul volto di Alessandra facendo fuoco. Il resto è soltanto un rituale di polizia e incombenze per i necrofori ma il problema rimane: l’uomo aveva precedenti per maltrattamenti in famiglia e pare che, in questi ultimi tempi, più volte avesse manifestato nervosismo e rabbia una volta appresa la decisione della donne di separarsi forse per via dell’eccessiva gelosia dell’uomo. L’esasperazione di questi tragici eventi pandemici ha fatto il resto.