FALSI PROMOTER ON LINE: TRUFFA DELLE CRIPTOVALUTE.

Due donne di nazionalità ucraina e armena, risultate le amministratrici delle società intestatarie dei conti correnti esteri e nelle possibilità di poterne disporre, sono state indicate come destinatarie dei provvedimenti di sequestro di conti e obbligazioni bancarie.

La Polizia postale ha smantellato un’organizzazione criminale specializzata in reati finanziari, truffa, riciclaggio ed estorsione. L’operazione, nata da un’indagine iniziata in seguito a una denuncia esposta da un cittadino italiano rimasto vittima di un raggiro che gli è costato circa 380mila euro, ha portato alla luce una fitta rete di presunti “promotori finanziari” che mediante una falsa piattaforma estorcevano denaro.

Con la scusa dell’investimento sui nuovi mercati finanziari, come ad esempio quelli delle criptovalute, i truffatori convincevano le vittime a investire cospicue somme di denaro. Appena accortosi del raggiro, la vittima ha manifestato agli pseudo broker la volontà di rientrare del capitale investito che finiva, attraverso bonifici, in un conto corrente estero situato nella Repubblica Ceca.

Le truffe dietro lo schermo

Alla richiesta della vittima di rientrare del capitale, i criminali avevano scatenato delle vere e proprie minacce per indurlo a versare ulteriori somme di denaro che sarebbero servite a sbloccare il rimborso. Grazie anche alla cooperazione dell’Europol, presso il quale è stato attivato il gruppo di lavoro J-CAT (Joint Cybercrime Action Taskforce), gli investigatori hanno interessato il collaterale organo di Polizia ceca che ha effettuato gli accertamenti. Il danaro in questione, infatti, sarebbe stato trasferito ad altri due conti correnti bancari, sempre presso istituti di credito cechi, sui quali è stato possibile al momento reperire la somma totale di circa 226mila euro. L’indagine europea che ne è scaturita ha permesso di identificare e segnalare due donne di nazionalità ucraina e armena, risultate le amministratrici delle società intestatarie dei conti correnti esteri e titolate per poterne disporre. Il Gip di Cagliari ha chiesto il sequestro dei conti alle autorità ceche. La Polizia postale in seguito all’accaduto ha diramato nuovamente alcune direttive per evitare di cadere nel tranello:

“…Verificare che il soggetto – suggeriscono gli agenti – che propone il trading online (ad es. su operazioni su Forex) sia autorizzato, visitando i siti web della Consob e della Banca d’Italia; consultare la sezione “WARNING AND PUBLICATIONS FOR INVESTORS” dell’ESMA (la CONSOB europea) e verificare se, nei confronti del trader, altre autorità europee omologhe alla CONSOB, hanno pubblicato un avviso agli utenti (warning); verificare, attraverso i motori di ricerca sul web, la presenza di eventuali blog o forum sulla società di trading o sul sito internet; diffidare di quei broker che offrono un rendimento fuori mercato (prospettando un ritorno economico in percentuali di elevata entità)…”

Le truffe online sono un canale sempre più utilizzato da parte dei moderni criminali, che specialmente nei  meno giovani trovano delle facili vittime. Proprio in questi giorni gli inquirenti hanno sventato un’altra truffa che ha colpito 1.400 persone. Nel 2018, in prossimità del concerto di Vasco Rossi a Modena, alcuni criminali crearono otto siti identici a quelli legalmente adibiti alla rivendita dei tagliandi. 1.400 fan si trovarono dunque a navigare su alcuni siti fasulli, versando denaro per acquistare dei biglietti non validi:

“…Il numero delle vittime, l’importo corrisposto per i biglietti, l’ammontare delle somme movimentate tra i complici delle truffe – hanno comunicato gli agenti -, fanno ritenere che i proventi delittuosi per la sola frode dei falsi accessi ai concerti del tour “Non stop live 2018” si attestino su una cifra ben superiore ai 500.000 euro…”.