EUROPA: DENTRO O FUORI?

Il Nuovo Sistema messo a punto dal genio della filosofia alimentare prevede il benessere al centro dell’universo ma senza produzione di utili. Qualora l’impresa ne producesse, per esubero di cassa, questi verrebbero ripartiti ai lavoratori più meritevoli. Il vecchio modello vessatorio deve essere abbandonato all'oblio.

Alberico Lemme

Gli europeisti temono che gli Italiani vogliano uscire dall’Europa. Non si sono resi conto che l’Europa ci ha già buttato fuori. Nessuno se n’è accorto, nessuno ne parla, eppure è un dato di fatto, non un’opinione. Proviamo a riflettere: l’Unione Europea è nata per essere unita e solidale, almeno così ce l’hanno venduta, per arrivare a garantire in tutti i Paesi membri le stesse regole, la medesima democrazia, identica burocrazia, pari carico fiscale, la stessa retribuzione lavorativa, lo stesso costo del lavoro, per accogliere i migranti, aprire i porti e i confini e così via dicendo. Bene, osservate come vanno le cose e ditemi se l’Europa fa o tenta di fare in qualche modo tutto questo. I fatti dicono di no. Negano aiuti, vessano l’Italia, blindano i confini ai migranti, di fatto hanno già buttato fuori l’Italia dal consesso di Bruxelles.

Non siamo noi a chiedere di uscire dall’Europa, sono gli altri Paesi che dovrebbero rimanere o fare il loro ingresso in Europa alle stesse condizioni dell’Italia. Se questa proposta venisse rigettata, significa che, di fatto, ci hanno dato il benservito dalla loro Europa. A questo punto, una volta fuori, tanto vale rimanerci. Facciamo da soli, come abbiamo sempre fatto e stiamo facendo, senza l’aiuto di nessuno. Senza versare più un euro all’UE.

La classe politica italiana

Mi domando e vi domando: ma i politici italiani si sono resi conto del disastro economico sociale in cui versa l’Italia e che si è abbattuto sugli Italiani? Sono consapevoli che ci saranno presto migliaia di persone senza lavoro, ovvero migliaia di disoccupati? Non stiamo parlando solo della classe operaia. Saranno disoccupati imprenditori, artigiani, professionisti. Si ritroveranno senza commesse le piccole imprese, ovvero quella classe di contribuenti che con le loro attività creavano posti di lavoro e reddito per pagare le tasse, in particolare l’Iva. Queste categorie riuscivano a pagare circa 500 miliardi di euro in contributi allo Stato italiano. Sono i soldi che occorrono per mandare avanti il “carrozzone Italia”, i denari per coprire gli stipendi di tutti i dipendenti pubblici che rappresentano il 55% dei dipendenti totali, in esubero se stimati in relazione ai dis-servizi forniti. Sì perché i cittadini non pagano con le loro tasse i servizi allo Stato italiano, pagano piuttosto i disservizi che lo Stato italiano elargisce in cambio di tasse e balzelli esosi e in larga parte vessatori. Non è una boutade. Ditemi voi quale servizio statale funziona in maniera efficiente a fronte dei pagamenti intestati al Fisco?

Cari Italiani che vivete con lo stipendio pubblico, saranno tempi duri anche per voi. Perché adesso l’economia è ferma, anzi, è bloccata. E dobbiamo dire grazie al governo e a tutti i politici, opposizione inclusa. Ve lo dico con parole semplici, rustiche, come so fare io: non c’è più trippa per gatti. L’economia reale è stata bloccata. È quasi divertente stare alla finestra a guardare com’è stolta una parte del popolo italiano, in particolare i politici al governo. Eppure una soluzione ai nostri mali c’è: lasciare che l’attuale sistema muoia da solo. Abbandonandolo a sé stesso. Nello stesso tempo bisogna creare un Nuovo Sistema, in chiave evolutiva, in cui al centro ci sia il benessere e la salute dell’uomo.

E’ necessario, cioè, far sì che il Sistema in essere, messo in piedi con lo scopo di schiavizzare i popoli, imploda su sé stesso. Perché ciò accada è sufficiente non alimentarlo. Simultaneamente va creato un nuovo modello evolutivo, dove al centro venga posto il benessere del singolo individuo. Io ho iniziato molti anni fa questo processo: non alimento il Sistema vigente, ne sto al di fuori, anche se cerca di combattermi o di inglobarmi per indurmi alla neutralizzazione. Ovviamente senza riuscirci.  

Faccio un esempio di quanto il Sistema in essere sia vessatorio se ci si vuole rialzare dalla crisi che si sta già abbattendo sul popolo italiano. Informo i ‘non imprenditori’ cioè i dipendenti statali, i politici, i sindacalisti e, di rilancio, l’opinione pubblica, che se un’azienda in Italia fattura un milione di euro, l’imprenditore deve essere veramente bravo per trarne un utile del 10%, di 100 mila euro. Di questo utile di 100 mila euro, ben 67 mila euro deve versarli allo Stato sotto la voce ‘tasse’. Il suo guadagno reale, dopo aver pagato tutte le imposte, sarà quindi di 33 mila euro. Se i 33 mila euro li incassa il proprietario dell’azienda deve poi versare ancora il 39% di fiscalità allo Stato, cioè pagare altri 13 mila euro. Al proprietario dell’azienda che ha fatturato un milione di euro sudando sangue, restano in tasca solo 20 mila euro. Più che tassazione sembra un’estorsione. Chi glielo fa fare? A conti fatti non conviene fare utili. Così facendo non si alimenta il sistema politico statale oppressivo che grava sull’imprenditoria e mangia come un parassita l’intero frutto del suo lavoro.

In vista della debacle economica che si sta prospettando per tutte le imprese, per salvare la mia azienda e il lavoro dei miei dipendenti, ho preso le distanze da questo Sistema capestro e ho progettato uno nuovo Sistema. Ho creato un nuovo modello aziendale, in piena legalità e nel rispetto delle norme: l’azienda a utile zero. Al centro ho messo il benessere dell’uomo. Sia chiaro, non è una Onlus. Come tutte le idee rivoluzionarie sembra un paradosso, ma non lo e’. Vorrei proprio veder se questo modello prendesse piede e cominciassero a non arrivare più soldi nelle casse dello Stato, cosa escogiterebbe la classe politico finanziaria sempre ingorda per continuare a vivere sulle nostre spalle, non solo senza lavorare ma ostacolando le nostre iniziative.

Nel nuovo modello aziendale a utile zero, se eccezionalmente per merito dei dipendenti si ottenesse un utile, questo andrebbe ripartito tra i migliori e meritevoli come premio di produzione. Così facendo si potrebbero investire capitali nell’economia reale. Soldi veri che non verrebbero incamerati come tasse dunque come foraggio per un sistema economico che arreca solo danno agli italiani. Vada come va e che Dio ci aiuti. Purtroppo siamo in mano ad una classe politica che non vede oltre il proprio naso e che si basa sul giudizio di esperti chiamati su segnalazione dei partiti di governo e loro alleati, sulla cui imparzialità non sono certo.  Una task force di centinaia di “saggi” che non sanno che pesci prendere ed i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Costoro stanno portando il Sistema Italia a schiantarsi contro il muro europeo e le ferite saranno gravi assai. Ecco perché bisogna salvarsi da soli. Mi rivolgo a imprenditori, artigiani, lavoratori autonomi, insomma a tutti quelli che lavorano per un’economia reale. Non lasciamoci intimorire, facciamo da noi.