E IO PAGO

Non sapevamo nulla, non sappiamo nulla eppure tutti parlano appena si alzano al mattino. Chi ne sa qualcosa, umilmente, ci mette in guardia contro una minaccia che può sterminarci se non provvediamo a circoscriverla per bene. Altro che fase 2 e il 3 di maggio...

Milano – Il dubbio dilania più del morbo. Parliamoci francamente: ancora sappiamo poco o nulla di ciò che è realmente accaduto. Non sappiamo come caspita è potuta piombare in Italia una simile pandemia con una virulenza mai vista. Non sappiamo come combatterla e come contenerla con successo, complici quelle migliaia di imbecilli che circolano ancora per strada come se nulla fosse. Insomma annaspiamo nel buio ma chiunque si alza la mattina pontifica e sentenzia. Tutti esperti, nessun esperto. E che strazio.

La virologa Ilaria Capua.

A sentire la virologa Ilaria Capua c’è da rabbrividire:

“…Noi questo virus lo conosciamo da poco, in Italia da metà febbraio quindi sì e no da due mesidice la scienziata al Corriere – sono tante, tantissime le cose che non sappiamo e su cui molti si interrogano e purtroppo la scienza ha tempi lunghi, lunghissimi per arrivare alle sue certezze relative. Un mare di incertezza ci avvolge e ci disorienta. Non sappiamo neanche quanto l’infezione abbia circolato e si sia diffusa in Italia perché i campionamenti non sono rappresentativi e le procedure non armonizzate. Quindi ogni stima è soltanto una stima e come tale intrinsecamente sbagliata, bisogna solo capire di quanto…”.

Siamo nella cacca e abbiamo ancora il coraggio di dare pareri senza sapere un mazza di quel bastardo che s’è portate via migliaia di vite umane solo in Italia riducendoci sul lastrico? Speranze la dottoressa Capua ne dà pochine e quelle che dispensa dovremmo osservarle di più ma quando mai l’Italiano obbedisce alle disposizioni di giudici e gendarmi?:

”…Il distanziamento fisico e le misure di igiene personale e pubblica aiutano ad appiattire la curva quindi a ridurre la velocità del contagio – aggiunge la studiosa – ma una curva più piatta non significa blocco della diffusione virale, significa riduzione della circolazione virale… E’ chiaro che il virus continuerà a circolare in maniera visibile ovvero provocando i casi clinici fino a quando non si stabilirà l’immunità di gregge, naturale o da vaccinazione…”.

Tamponi e sierologici, facciamo da noi?

Immunità di gregge, quando ne abbiamo sentito parlare? Ah sì in quel di Londra e dintorni ma non erano buffonate che servivano soltanto a far morire indiscriminatamente un buon numero di anziani “inservibili”? Le notizie sono contrastanti e del doman non v’è certezza dunque scienziati, dico a voi, che cosa dobbiamo fare? Tamponi, sierologici, gratis a pagamento, laboratori pubblici o privati, acquistati direttamente in fabbrica o presso il medico di famiglia che incomincia a farli ai propri assistiti? Vero o falso? I test da 10 minuti funzionano per stabilire se abbiamo o meno sviluppati gli anticorpi anti-CoVid-19? Facciamo da noi o ci pensate voi? Come siamo messi? Come le partite Iva che non hanno ricevuto ancora un centesimo? Diteci qualcosa, infondeteci un po’ di serenità e che cavolo. Ma chi può fare questo? Soltanto il buon Dio perché la scienziata parla chiaro ma è la politica che deve risolvere la situazione:

”… Sappiamo che le persone anziane e con altre comorbidità sono più a rischio di sviluppare una forma grave e morirecontinua la virologa – sappiamo anche che nella stragrande maggior parte dei bambini il passaggio virale è asintomatico e che si ammalano solo i bimbi con altre comorbidità. Non sappiamo ancora se le donne hanno realmente un rischio inferiore ai coetanei maschi di sviluppare una forma grave della malattia. Da alcuni dati sembrerebbe eclatante da altri meno, ma io mi azzardo a dire che le donne hanno probabilmente un rischio uguale o inferiore di morire o di sviluppare una malattia grave rispetto agli uomini. Quindi il ripopolamento basato almeno sulla parità di genere avrebbe senso. Sappiamo che ci sono diversi farmaci e protocolli terapeutici innovativi che ci permettono di affinare la cura, ma non credo proprio che si arriverà in tempi brevi a una commercializzazione nelle farmacie ma piuttosto verranno usati per i pazienti ricoverati… Poi la panacea, il vaccino che di certo non sarà disponibile almeno fino alla fine dell’anno. Non sappiamo né quanto ce ne sarà né se poi gli italiani lo utilizzeranno, visti i precedenti. Incertezza sull’incertezza…”.

Nel dubbio, due risate!

Se incontrassi un no-Vax, stavolta, gli darei un calcio nel deretano se quel vaccino funzionasse davvero ma siccome nessuno sa nulla anche quella di non vaccinarsi potrebbe essere una soluzione, tanto… E allora? Rimanere tappati in casa ancora per quanto atteso che il premier Conte ah affermato che anche prima del 3 maggio, se ci saranno i presupposti, si potrà pensare alla fase 2. Vero o falso?:

”…Ci aspetta una riflessione personale, di famiglia e di team di lavoro o di gruppo di svago – conclude la ricercatrice – ormai qui non è questione di goccioline o mascherine. È questione di adattare quello che sappiamo sulla prevenzione del Covid-19 alla nostra vita quotidiana per evitare di finire in ospedale noi stessi e fare in modo che non ci finiscano i nostri cari. Perché l’obiettivo prioritario del Paese deve essere quello di far tornare gli ospedali a regimi gestibili, e di recuperare l’arretrato. Non possiamo permetterci un’altra catastrofe con le bare nelle palestre e i morti che non si riescono più a contare. Per forza di cose dovremo ripensare ai nostri regimi organizzativi e intrattenitivi. Arriveranno grandi cambiamenti sul fronte del lavoro che dobbiamo essere pronti ad accogliere con una mentalità nuova, diversa. Il vuoto delle strade e delle piazze che ci separa dalle nostre abitudini del passato fiorirà di nuove sfide e opportunità che dovremo cogliere nella assoluta certezza che saremo noi che dovremo adattarci al Coronavirus e non il contrario…”.

Un bastardo che ha fatto danni incalcolabili in tutto il mondo.

In questa ultima parte la dottoressa Capua si fa più ermetica ma lo posso capire: quando si arriva al dunque, in questi casi, c’è poco da dire quando non conosci bene l’avversario. Ma adesso ho davvero le idee più chiare? No ma almeno so che la cosa andrà avanti per le lunghe e ben oltre lo stimato 3 maggio. Nel frattempo gli assetti dell’Europa cambieranno e noi ci ritroveremo, Mes o no Mes, in una situazione disastrosa le cui responsabilità, anche stavolta, ricadranno su nessuno. E io pago.