MA CHI CE LO FA FARE DI STARE ZITTI E DI REMARE?

In un momento di transizione come questo la provocazione dei ristoratori e di altre categorie deve servire da stimolo ad una certa politica più interessata alle poltrone che alle necessità della gente, Mentre il virus colpisce inesorabile.

Sono sempre stato e sempre sarò disobbediente. Benvenuti ristoratori con lo slogan “Io Apro”. Azz, non mi sembra vero, gli Italiani vogliono tornare a lavorare, evviva! Il 15 gennaio, infatti, i ristoratori, che si sono organizzati sui social, non rispetteranno le norme previste nel Dpcm e apriranno le porte dei loro locali. A pranzo a cena.

In nome della libertà e chi non è d’accordo se ne stia a casa. Come era facilmente prevedibile il sistema implode. La situazione è molto intricata ma allo stesso tempo molto chiara e leggibile in funzione delle mosse e dei decreti che il governo sforna senza nessuna logica per tentare di complicare un problema, piuttosto che risolverlo.

Il sistema cade su sé stesso con il risveglio delle coscienze. L’ipnosi di massa svanisce. Le persone iniziano a ribellarsi, lo fanno in maniera serena attivando il motto disobbedienza civile che io ho indicato già da tempo. La ribellione deve partire da ogni singolo individuo, e questo accade nel momento in cui inizia a scarseggiare denaro per comprare il cibo necessario alla sopravvivenza.

Si palesa per la prima volta la paura di soffrire la fame, il timore di non poter provvedere a sé stessi a alla propria famiglia. In altre parole il riscatto interiore si attiva nel momento in cui all’essere umano viene meno la possibilità di soddisfare i bisogni primari che sono cibo, acqua e un tetto.

Ecco perché il sistema sta cedendo, perché ha innescato la carenza effettiva e tangibile di beni primari per molte persone e famiglie intere che rischiano di rimanere letteralmente senza sussistenza. Il movimento di disobbedienza civile che io ho anticipato da tempo, inizierà palesemente il 15 gennaio con la manifestazione-provocazione organizzata dai ristoratori in tutta Italia.

A questi porgo il mio benvenuto e lo estendo alle persone che in-sorgeranno invitandole a non avere paura. Il sistema scricchiola ma non potrà fare nulla per placare il risveglio delle coscienze. Vi renderete conto molto presto che è solo l’inizio dell’innesco della disobbedienza civile.

Anche i giovani si stanno svegliando (vedi la manifestazione della festa con decine di giovani a Porta dei Borghi a Lucca, vedi i sit-in contro la DAD dei liceali di Milano, Roma e altre città), vogliono tornare nelle aule e uscire dallisolamento sociale.

Vedrete a breve con i vostri occhi che cosa succederà, sarà una rinascita per l’Italia. Un nuovo Risorgimento, grazie a questa ondata di energia fresca e positiva che investirà ognuno di noi. L’energia del cambiamento l’avverte e la cavalca solo chi non ha paura di evolversi. Vi ricordo le tre regole base della disobbedienza civile:

1 Fare quello che si ritiene giusto per la propria libertà di azione e di pensiero,

2 Rifiutarsi di obbedire alle regole imposte, con intelligenza e perseveranza, mettendo in gioco il politicamente corretto. In altre parole disobbedire con scaltrezza facendo in modo che il sistema non riesca a controllarti e soprattutto non possa colpirti perché stai usando le sue stesse regole per non obbedire.

3 Mangiare bene, per chi ancora se lo può permettere.

Dario Fo cantava: ma chi ce lo fa fare di stare zitti e di remare? Noi facciamo nostre le sue parole di tanti anni fa.