DUE MEDICI ED UN VETERINARIO CI AIUTERANNO A COMBATTERE IL COVID-19.

Va bene anche il cortisone e gli antinfiammatori non steroidei. Poi un mix a base di L-Asparaginasi, Clorochina ed Eparina sarebbe letale per il virus cinese. Anche i Sartani di un medico siciliano renderebbero assai difficile la vita del terribile agente patogeno. Insomma c’è di che sperare ma la prevenzione rimane sempre la migliore arma per sconfiggere la pandemia.

Il terribile nano.

Roma – La malattia pandemica continua a mietere vittime ma i dati tra guariti, ricoverati e contagiati sembrano confortanti anche in vista della famosa Fase 2, la ripartenza a scaglioni. Fra scienziati, medici e specialisti è nata una gara all’ultimo farmaco. Una corsa per dimostrare, magari, vecchie intuizioni scientifiche lasciate in un cassetto o farmaci consigliati ai propria pazienti per altre patologie ma che sembrerebbero ostacolare la forza del potente virus cinese.

Il professor Sandro Giannini.

Fra questi il professore Sandro Giannini, ordinario di Ortopedia e Traumatologia e di medicina Fisica presso l’Università di Bologna e direttore della Clinica I presso l’istituto ortopedico Rizzoli:

”…La gente va in rianimazione per tromboembolia venosa generalizzata, soprattutto polmonare – dice Giannini – in questi casi non servono a niente le rianimazioni e le intubazioni perché innanzitutto devi sciogliere, anzi prevenire le tromboembolie. Se ventili un polmone dove il sangue non arriva, non serve. Infatti ne muoiono 9 su 10. Perché il problema è cardiovascolare, non respiratorio. Sono le microtrombosi venose, non la polmonite, a determinare la fatalità. L’infiammazione induce trombosi attraverso un meccanismo fisiopatologico complesso ma ben noto. Contrariamente a quello che la letteratura scientifica, soprattutto cinese, diceva fino a metà marzo era che non bisognava usare antinfiammatori. In Italia si usano antinfiammatori e antibiotici (come nelle influenze) e il numero dei ricoverati crolla. Molti morti, anche di 40 anni, avevano una storia di febbre alta per 10-15 giorni non curata adeguatamente. Qui l’infiammazione ha distrutto tutto e preparato il terreno alla formazione di trombi. Il problema principale non è il virus ma la reazione immunitaria che distrugge le cellule dove penetra. Nei nostri reparti Covid non sono mai entrati malati di artrite reumatoide. Perchè fanno il cortisone, un potente antinfiammatorio…”.

Il professor Giacomo Rossi.

Dunque il vecchio, caro cortisone sembra diventare una buona arma d’attacco terapeutico come, del resto, pare la triade di farmaci studiata dal professor Giacomo Rossi, 52 anni, medico veterinario livornese della scuola di Bioscienze e Medicina veterinaria dell’università di Camerino che ha basato i suoi studi dall’analisi del Coronavirus del gatto, il FeCoV, una patologia grave senza vaccino protettivo :

”…I siti di glicosilazione, sono aree in cui molecole di zucchero semplice si legano a una proteina ancorata sulla membrana cellulare – spiega lo studioso – ho notato che tutti questi siti sono costantemente legati all’ultimo amminoacido della proteina di membrana, l’Asparagina. Da qui l’idea di utilizzare un vecchio farmaco, noto agli oncologi che lo usano nella terapia della leucemia acuta dei bambini, la L-Asparaginasi. È un enzima che, eliminando l’aminoacido Asparagina, taglia di fatto il legame del virus con il suo specifico recettore cellulare. La medicina blocca l’infezione e, una volta eliminata l’Asparagina, il Covid non ha più alcun punto di attacco. Questo farmaco, unito alla già nota Clorochina che funziona bloccando l’ingresso del virus nella cellula tramite un altro meccanismo, e all’Eparina, che previene il danno acuto vascolare indotto dalla tempesta dell’infiammazione, copre in maniera completa infezione ed effetti dell’infezione sull’uomo…”.

Dunque Asparagina, Clorochina ed Eparina, farmaci in commercio da decenni, sarebbero efficaci contro la pandemia ma ci sono altre novità.

Il dottor Francesco Loria.

In Sicilia, originario di Cammarata, provincia di Agrigento, il dottor Francesco Loria ha brevettato un farmaco di prossima produzione:

”…Una valida terapia potrebbe derivare dall’utilizzo dei Sartani evidenzia lo studioso siciliano – che esplicano la loro azione antagonista nei riguardi dell’Angiotensina II a livello del solo recettore AT1 e inibiscono quindi la conversione dell’Angiotensina I (forma inattiva) in Angiotensina  II (forma attiva). L’ormone, dopo vari passaggi, induce la vasodilatazione…Le molecole appartenenti a questo gruppo di farmaci sono il Losartan, l’Ibersantan, l’Olmesartan, il Telmisartan. I farmaci, se da un lato presentano caratteristiche simili nel ridurre la pressione arteriosa, mostrano differenti peculiarità per quel che riguarda effetti non caratteristici della classe di questi farmaci…”.

Gli studi di laboratorio del medico siciliano.

La terapia del medico siciliano sembra funzionare in diversi ospedali e a breve potrebbe essere commercializzato anche il farmaco specifico che, una volta somministrato già durante i primi sintomi, potrebbe risolvere la malattia senza arrivare agli stadi più gravi dunque rischiosi per la vita:

”… Sono stato chiamato subito dal Prefetto di Agrigento a discutere la mia analisi davanti ad alti dirigenti della Sanità – ha aggiunto il medico di Cammarata – ho anche depositato la Ricerca e trasmessi i dati scientifici all’Istituto Superiore della Sanità e ad Istituti Ospedalieri e scientifici. Posso solo dire di avere compreso il modo in cui il virus agisce per attaccare le cellule umane, ed ho compreso appieno del perché colpisce il polmone. Ho individuato i concetti biochimici per spiegare il fatto che i bambini sono raramente colpiti, ho compreso i punti deboli del virus ed i siti dove attaccarlo per fermarlo, perché dalla mia analisi posso definirlo un virus non troppo furbo geneticamente…”.

Il dottor Loria e lo studio sui Sartani.

Insomma l’intuizione del dottor Loria potrebbe dare una grossa mano d’aiuto nella lotta contro il Covid-19 che, lo ripetiamo, non si è certo arreso. Il virus ci aspetta al varco. Basta abbassare la guardia e potremmo ritrovarci peggio di prima. Speriamo che i nuovi farmaci siano disponibili al più presto.