DISAFFEZIONE, DISAGIO E ANSIE PER UNA GIOVENTU’ INDISPENSABILE

Risvegliarsi, riprendendo la parola contro l’annichilimento

RomaL’indispensabile, movimento rivoluzionario giovanile composto da giovani ventenni, si è espresso la scorsa domenica 1 dicembre al Monk, per affrontare diversi temi emergenziali: economici, climatici e politici, che si ripercuotono sull’esistenza umana, originando uno status di sofferenza e di confusione sociale, evidenziando come le mancate scelte della classe politica e dirigente di questo paese alimentino disaffezione, disagio e ansia per il futuro.

In questo primo evento le voci presenti hanno narrato, cantato e argomentato una sofferenza, un malessere conseguente ad una crisi culturale e politica, che viene sentita da molti come individuale ma che è in realtà collettiva. Questo incontro ha manifestato l’emergenza globale che muove l’individuo nella sua totalità e che ad oggi ne è diventata il tratto caratteristico, perciò il lancio di un SOS.

L’intento del movimento è di definire le sfumature di questa emergenza per poter individuare e proporre un’alternativa alla cultura e all’informazione di massa, per reagire alle impostazioni del sistema liberista che emerge in primis nell’emergenza economica, politica (poter avere una reale voce in questa democrazia bloccata ed in profonda crisi?) e culturale, data la dilagante deviazione dei media dai temi topici attraverso la diffusione di contenuti secondari e di mero svago.

Nel corso del “comizio”, i ragazzi hanno dialogato con Marco Guzzi, ideatore dell’associazione Darsi Pace e con Dino Giarrusso, europarlamentare del movimento Cinquestelle. Entrambi hanno posto l’accento sui problemi oggi dilaganti, che offuscano la visione dell’uomo, e sul collasso delle forze pluraliste neoliberali nella maggioranza degli stati membri dell’UE. Marco Guzzi, sollevando con accuratezza il significato dell’appartenenza a questo mondo e la vitale importanza di un alto obiettivo verso la felicità, ha parlato della pressione della crisi economica e sociale sull’individuo (il peggioramento dei contratti lavorativi vs la massimizzazione del profitto, la tensione sociale diffusa nella sopravvivenza alla precarietà), che ne ostacola il benessere psicofisico. In risposta, Giarrusso ha sottolineato la centralità dell’istruzione e la difesa di un pensiero che sia ‘impermeabile’ alla tendenza del monopolio mediatico ed educativo, che mira al miglioramento perenne del privato e del materiale.

Vi è stato l’intento di proporre una possibilità di cambiamento, data dalla presa di coscienza di un dolore collettivo che rende l’emergenza imminente, dal momento che coinvolge tutte le generazioni. L’assunzione della consapevolezza della propria forza è necessaria per affrontare questa difficoltà con logica e metodo, riprendendo la parola ed interpretando le emergenze con un agire politico nuovo.

Il ‘come’ lo faranno è da scoprire. Per adesso l’impulso di questi ragazzi è verso un’alternativa più florida, attraverso un cambiamento risolutivo ed originale, e prevede una relazione costante tra l’intimità di ogni individuo e le sue conseguenti orientazioni politiche e culturali. Viene auspicata, dunque, una trasformazione slegata da ogni ideologia preesistente, in grado di tracciare un nuovo percorso che sia attuale e riorienti gli aspetti fondamentali della vita dell’uomo, «coniugando il lavoro interiore con il cambiamento della società». Queste le basi del programma di quella che si è definita una generazione Indispensabile.

Si è respirata una certa ambizione, per un ritorno ad un pensiero politico con solide fondamenta etiche, capace di incidere positivamente sulla spiritualità delle persone, senza essere ‘affare’ di pochi privilegiati. È rilevante identificare una realizzazione del cambiamento attraverso un dialogo e un movimento sociale, poichè è il momento di avere qualche buon amministratore e molti meno profeti.