DI GIANLUCA INFORTUNA SI SONO PERDUTE LE TRACCE DA 11 ANNI.

La sua era parsa da subito una fuga volontaria, forse per la troppa fretta di recarsi in qualche posto dove avrebbe avuto un appuntamento. Una fretta ingiustificata tanto da lasciare a casa cellulare ed effetti personali. A giudizio dei suoi genitori il giovane si sarebbe allontanato dopo una delusione amorosa.

Gianluca Infortuna.

Pescate Dopo 11 anni non si hanno più notizie di Gianluca Infortuna, 35 anni, scomparso da casa il 29 dicembre del 2009. La sua era parsa da subito una fuga volontaria, forse per la troppa fretta di recarsi in qualche posto dove avrebbe avuto un appuntamento. Una fretta ingiustificata tanto da lasciare a casa cellulare ed effetti personali.

Gianluca con il suo cane.

A giudizio dei suoi genitori il giovane si sarebbe allontanato a seguito di una delusione amorosa ma questa, come altre, era soltanto un’ipotesi che non ha portato a nulla nonostante Giancluca avesse paventato anche di togliersi la vita senza mai tentare sul serio l’insano gesto:

”…Era socievole, amava stare all’aria aperta – racconta la mamma Elma Bartoletti, 65 anni – voleva fare il pescatore perché amava il lago e la pesca. Usciva spesso con il suo amico Pietro, che faceva quel lavoro. L’altra sua passione era il calcio, soprattutto per la sua squadra del cuore, il Lecco, di cui è stato tifoso per più di vent’anni… Quel maledetto giorno era uscito di casa senza dire niente… Si alzò e si vestì senza profferire parola. Mio marito lo seguì con la macchina per un paio di chilometri perchè avevamo intuito che qualcosa non andava. Era andato in centro per comprare le sigarette e da lì si era recato, il giorno dopo, nella trattoria di un suo amico tifoso della stessa squadra. Di mio figlio si perdono le tracce una volta uscito da quel ristorante…”.

Il tifo per il Lecco, la sua squadra del cuore.

Il motivo sentimentale dell’allontanamento da casa del giovane, ora come allora, poteva essere valido ma i riscontri che ci sono stati dal punto di vista investigativo sono stati pochi per confermare questa ipotesi:

”… Aveva sofferto molto il distacco dalla fidanzata e più volte aveva messo in scena il tentativo di un gesto estremo – aggiunge la madre – però avvisando sempre gli amici. Cercava attenzione. Sono sicura che sia uscito di casa per chiarire la situazione con l’ex fidanzata che stava intrecciando una relazione con il suo migliore amico… Non credo al suicidio, nonostante il parere degli inquirenti…Non c’è mai stata una segnalazione. Come genitori non ce la facciamo più…Siamo convinti che qualcuno la verità la conosce, vogliamo solo saperla. Dobbiamo riaprire le indagini e far finire quest’agonia…”.

La mamma Elma Bartoletti non molla sino alla verità.

Il caso è stato archiviato come tanti altri quando le ricerche e la stessa inchiesta non danno risultati. Insomma Gianluca Infortuna sembra scomparso nel nulla. Si era anche parlato di minacce che il giovane appassionato di pesca lacuale avrebbe ricevuto forse da sconosciuti. Lo avrebbe rivelato agli inquirenti un’amica di Gianluca. Nel messaggio telefonico qualcuno avrebbe scritto nei riguardi del giovane una frase inequivocabile:”…Stai attento perché altrimenti lo butto giù da un dirupo…”.

Setacciata ogni zona a monte di Lecco, Nessuna traccia del giovane.

Chi era l’autore del funereo messaggio? Sono state fatte verifiche sui tabulati telefonici? L’ipotesi del suicidio, privilegiata dagli inquirenti, era stata messa in dubbio da circostanze diverse. Gianluca, infatti, il giorno prima di sparire come un fantasma si sarebbe recato dal suo medico di base per farsi prescrivere una panoramica dentale e un’ecografia lombo-sacrale. Se il giovane avesse avuto l’intenzione di togliersi la vita non avrebbe programmato controlli per la sua salute. Ma non basta. Era stata seguita anche una pista che avrebbe portato il giovane scomparso in montagna. Con la collaborazione del Cai e di numerosi escursionisti gran parte delle zone a monte di Lecco erano state riempite di volantini affissi nei pali della luce e sugli alberi ma questa pista si era rivelata impraticabile per via dell’abbigliamento che Gianluca indossava al momento della scomparsa.

Gianluca con la sua ragazza che poi l’avrebbe lasciato.

Con felpa e jeans Gianlcuca non si sarebbe potuto avventurare a quote alte considerando le bassissime temperature di quel periodo. Le ricerche dunque subirono una battuta d’arresto e un’amara considerazione:

”… Una cosa che mi ha infastidito e inquietato – ebbe a dire il legale della famiglia avvocato Francesco Marcone – è che le uniche persone che non hanno parlato bene di Gianluca sono state quelle, paradossalmente, che avevano con lui un rapporto più stretto e intimo…”.