DAMANHUR, SETTA O COMUNITA’ DI SANI PRINCIPI?

Ambienti surreali costruiti sotto terra a decine di metri di profondità.

VIDRACCO – La comunità di Damanhur è una setta o una comunità in cui si persegue uno dei modelli esistenziali possibili? In molti tra sociologi e criminologi vertono per la prima ipotesi ma non manca chi ne pensa ogni bene. Damanhur, il cui nome deriva dall’omonima città egiziana dove, nell’antichità, si venerava il dio Horus. Gli abitanti del luogo ascrivono il nome, di contro, all’origine grammaticale Damm ovvero fiume e Nhur che significa sangue, riferendosi ad una guerra lunga e sanguinosa che avrebbe provocato fiumi di sangue. Tutto un programma per chi maligna.

La comunità conta centinaia di affiliati.

Per il resto l’associazione denominata Damanhur, con sede a Vidracco, provincia di Torino, in via Pramarzo 13, non è altro che un sodalizio etico-spirituale sotto forma di federazione auto-definitasi Città-stato”, fondata nel 1977 da un agente di assicurazioni, Oberto Airaudi, morto nel 2013 di cancro a 63 anni, insieme ad una decina di ricercatori spirituali. La Città-stato ha tutto ciò che serve per la propria indipendenza: una sorta di costituzione, codici che regolano leggi interne, una moneta definita “Credito damanhuriano” e persino una scuola dell’obbligo oltre ad attività economiche nel settore dell’ecologia e della produzione agricola e di prodotti artigianali. La comunità è composta da una ventina e più di abitazioni sparse nel territorio della Valchiusella dove vivono diverse centinaia di adepti che si dividono un po’ tutto e che con i propri risparmi avrebbero acquistato i terreni agricoli dove poi è sorta la cittadina.

Oberto Airaudi, il fondatore.

Il sodalizio del “fiume di sangue” affiliato al Conacreis (acronimo di Coordinamento nazionale associazioni e comunità di ricerca etica interiore spirituale, associazione di promozione sociale inserita nel registro nazionale del ministero del Lavoro al numero 00018, con sede anche questa a Vidracco) gode di tutte le facilitazioni fiscali riservate ai sodalizi di promozione sociale che, spesso, macinano milioni di euro l’anno con tassazioni minime. Chi entra in questo contesto di idee, e dopo aver cambiato nome assumendo quello di una pianta o di un animale o di tutti e due insieme, crede nelle “Linee sincroniche” che sarebbero grandi “Fiumi di energia” che circonderebbero il nostro pianeta collegandolo all’universo. Attraverso queste linee sarebbe possibile connettersi con qualsiasi punto della terra, come si fa con internet, ma in questo caso il ricetrasmettitore è il pensiero.

Decine di edifici in Valchiusella.

Oberto Airaudi avrebbe tracciato le mappe dell’andamento di queste presunte linee sincroniche, individuate attraverso sistemi definiti “non convenzionali“, quali il viaggio astrale, la radiestesia, la medianità, l’esoterismo. Senza alcuna prova scientifica gli adepti sostengono che per creare tale mappa sarebbe stata utilizzata anche l’osservazione dei fenomeni fisici come le differenze climatiche, presenza di particolari minerali, forme assunte dal corso dei fiumi, la formazione dei calanchi e così via. Insomma un modello di vita che potrebbe attrarre un gran numero di persone anche quelle più deboli che troverebbero in queste “impalcature mentali” una facile collocazione in un mondo irreale e per certi versi perverso.

Oberto Airaudi, detto Falco, che pare avesse il dono dell’ubiquità e delle apparizioni dal nulla, era stato indagato nel 2004 per evasione fiscale. All’epoca si parlò, come pare, di 4 milioni di euro sottratti al Fisco di cui uno successivamente versato come sanzione per chiudere la partita. Nel 2013 il padre spirituale di Damanhur rifiutava le cure per il cancro e si spegneva nella sua comunità.

Patrizia Santovecchi, presidente Onap.

I fuoriusciti dalla comunità parlano di abusi e di comportamenti ai limiti della violenza psicologica mentre altri definiscono la comunità come un centro di manipolazione sociale perfettamente organizzato. Vero o falso?:”… Tra le caratteristiche di Damanhur vi sono quelle tipiche delle sette – dice Patrizia Santovecchi, presidente dell’osservatorio nazionale Abusi psicologici – tra cui la mancanza di possibilità di uscire liberamente a causa di ricatti, manipolazione attraverso la sindrome dell’assedio per cui fuori dalla setta si collocano tutti i nemici costituiti come energie negative. Impossibilità di critica, imposizione di obbedienza totale, allontanamento dai familiari e la completa spersonalizzazione dell’individuo fanno il resto…”. Mille altre persone sono pronte a giurare che vivere secondo i dettami di questa sorta di filosofia rende liberi da qualsiasi condizionamento materiale ed eleva la nostra anima.