DA NORD A SUD I PROBLEMI CAMBIANO

Per il governatore Musumeci il CoVid 19 non è il solo problema della Sicilia. Oltre ai materiali di prevenzione occorrono cibo e bevande per i più bisognosi mentre in Lombardia le priorità riguardano la lotta al virus per poter riprendere, al più presto, le attività produttive.

In Sicilia presidiati i supermercati.

PALERMO – Anche nell’Isola sembra che i contagi stiano diminuendo ma il Co-Vid 19 è solo l’ultimo problema, seppur gravissimo, che si è aggiunto ai tanti mali che, in tanti anni, hanno minato la salute della Trinacria:

Nello Musumeci, governatore della Sicilia.

“…In Sicilia l’epidemia economica è arrivata prima dell’epidemia sanitaria – ha detto il presidente Musumeci – due settimane e più di inattività hanno messo in sofferenza una società che vive di precariato, di gente che la mattina esce e deve portare a casa anche 50 euro. Il mio governo ha messo a disposizione 100 milioni di euro destinati all’accesso delle assistenza alimentare. Bene che il Governo abbia adottato altri provvedimenti simili… Abbiamo bisogno di far capire alle persone che devono continuare a rispettare le regole ma dobbiamo anche consentire ai cittadini di poter mettere qualcosa a tavola. Qui soffrono tutti, le imprese, i lavoratori dipendenti ma soprattutto quelli che non hanno mai avuto alcun reddito e che vivono soltanto delle attività quotidiane. Queste persone da settimane sono costrette a stare in casa, e ci rimangono, ma non portano a tavola più niente da mangiare. Abbiamo il dovere di disinnescare questa bomba e per fortuna in Sicilia, tranne due o tre manifestazioni di esasperazione, non c’è stata nessuna vera e propria azione di violenza e sono sicuro che continuerà a non esserci perché la Regione è presente…La Sicilia produce tutto, dai fichidindia alle arance rosse ma non camici e dispositivi di protezione individuale. Per tutto questo attendiamo che l’unità di crisi possa farci arrivare il carico. Arriva qualcosa con il contagocce ma non può bastare quando arriverà il picco…”. Il cosiddetto apice della pandemia dovrebbe arrivare, un po’ dappertutto, in questi giorni o in quelli antecedenti alla Santa Pasqua. Una Pasqua di passione, è il caso di dirlo, da Nord a Sud:

Giulio Gallera, assessore regionale al Welfare.

”… I dati sono migliori di qualche giorno fa – ha detto l’assessore al Welfare della Regione Lombardia, Giulio Gallera – se nelle prime settimane dello tsunami, di fronte all’onda lunga dell’epidemia che avanzava abbiamo dovuto, compiendo sforzi titanici, ampliare l’offerta ospedaliera… Siamo già partiti con 3 brigate di assistenza domiciliare Covid-19, unita’ speciali di Continuità che agiscono in coordinamento con i medici di base ad Alzano, Nembro ed Albino e abbiamo già predisposto le degenze di sorveglianza con 28 posti al Winter Hotel di Grassobbio, 120 posti al Cristallo Palace di Bergamo e 100 posti all’Hotel ‘La Muratella’ e, dal 30 marzo, saranno attivate a Montichiari e Orzinuovi e via via partiranno in tutte le altre aree della regione. Questo è il modo più concreto per andare oltre l’emergenza, prendersi cura dei cittadini lombardi e superare l’imbuto dei laboratori che processano i tamponi che, sebbene siano passati da 2 a 22 in poco più di un mese, non sono in grado di produrne più di 5.000 al giorno…”.

Pronto il servizio per la somministrazione di antivirali a domicilio.

La Lombardia è la regione che ha effettuato il maggior numero di tamponi, oltre 102.000, e che è stata sempre in tandem con l’eccellenza scientifica italiana. Infatti l’amministrazione centrale lombarda è già pronta per iniziare la somministrazione di farmaci a domicilio per malati sintomatici all’insorgere delle prime avvisaglie della malattia. Le medicine che hanno dimostrato una certa efficacia come clorochina, idrossiclorochina e anti-reumatoidi verranno somministrate sotto stretto controllo medico.