COVID-19 ABBANDONATI GLI ULTIMI AL LORO TRISTE DESTINO

Disorganizzazione e mancanza di chiarezza anche nella semplice compilazione di un form per chiedere aiuti economici ha generato ulteriori timori per il futuro nelle classi meno abbienti.

Trieste – La crisi del Coronavirus in Italia non è solo sanitaria. Il virus è stato anche il “cavallo di troia” che ha fatto entrare nelle nostre vite un altro morbo, quello della depressione economica. Una bestia finanziaria che gli analisti ed economisti di tutto il mondo da tempo attendevano. Questo animale feroce è ben differente da una “semplice” crisi economica, che più volte ha toccato il nostro Paese. E’ come un buco nero che ingoia tutte le risorse delle società produttive, lasciando dietro di sé solo terra bruciata, ossia disoccupazione e povertà.

La simbolica vittima 0 di questo default finanziario vive a Trieste. È una donna di 55 anni, che ha voluto raccontare la sua storia. Quella di una persona grintosa con tanta voglia di rifarsi una vita normale. Una donna che lotta, in piena pandemia, contro una burocrazia lenta, inesorabile, che invece di supportare i più svantaggiati rema contro e li affossa. Un triste copione che si ripete.

Sembrava una banale influenza. Invece non è stato proprio così.

“… Alla fine di febbraio i mass media comunicavano la notizia che un virus ad altissima virulenza e contagiosità, esploso in Cina e facendo un elevato numero di morti, era arrivato in Italia. Sul momento non mi preoccupo perché non so ancora quali saranno le conseguenze alle quali andrò incontro. Premetto che sono una donna matura e disoccupata da prima dell’insorgenza della pandemia. Mi trovo in condizioni di assoluta difficoltà economica. Essendo nullatenente, mi trovo sprovvista di qualsiasi ammortizzatore sociale. Non ho diritto al reddito di cittadinanza e non percepisco nessun’altro sostegno economico…Sono trascorsi 57 giorni dall’inizio della pandemia. Mi trovo completamente isolata da tutto e da tutti. Sto vivendo un incubo personale assai grave. Ogni giorno spero che qualcosa possa cambiare ma purtroppo mi sbaglio sempre. Gli uffici per le domande di lavoro sono tutti chiusi, i patronati e i centri sociali sono svaniti nel nulla. Casualmente vengo a sapere che avrei diritto a percepire un bonus per l’acquisto di generi alimentari per questi mesi di emergenza. Dopo venti giorni dalla richiesta attendo ancora una risposta. Inoltre mi sono illusa di poter ricevere un contributo per l’affitto di casa, ma anche qui il nulla. La mia tensione aumenta quando scopro che avrei diritto anche ad un altro bonus, definito ‘emergenza virus’ e gestito dall’INPS per tutte le persone bisognose come me. Purtroppo non ho ricevuto le modalità per effettuare la richiesta. Il fatto più grave è che nemmeno le strutture preposte, assistenti sociali, CAAF, patronati, sanno nulla al riguardoÈ paradossale il fatto che sia messa a disposizione di chi ha bisogno un’assistenza psicologica che non avrebbe motivo di esistere se almeno funzionassero i servizi primari di sopravvivenza. Lo Stato, con velocità inversamente proporzionale alla lentezza della burocrazia con cui si identifica, mette a disposizione un numero verde per dare consigli su come affrontare questa fase angosciante. Rifletto: chi vive in povertà come me come può rimanere calma, quieta e serena se non ha da mangiare e non riesce a pagare l’affitto? Solamente le istituzioni religiose hanno generosamente provveduto ad aiutarmi, procurandomi un po’ di cibo. Mi domando quanto resisterò cosi facendo? Come faranno tutte quelle persone che, come me, abbisognano di generi di prima necessità e sussistenza? Un numero verde può far fronte alle nostre necessità? Concludo questo triste quadro della mia realtà ricordando che siamo italiani guidati da un governo che sta dimostrando di non essere in grado di gestire una vera emergenza, nonostante i 450 tecnici della task force che dovrebbero collaborare per migliorare le condizioni dei più bisognosi…”.