COLLEFERRO – VITA DA NABABBI A REDDITO ZERO. I PRESUNTI ASSASSINI E IL REDDITO DI CITTADINANZA

E poi si parla di scovare i grandi evasori ma anche chi vive al di sopra delle proprie possibilità andrebbe snidato e punito. Come in questo caso di rivoltante truffa in danno dei cittadini onesti..

I "Fratelli Bianchi"

ColleferroVille, abiti costosi, orologi d’oro, Suv e vacanze in località da vip: un tenore di vita troppo elevato quello sfoggiato, anche sui social, dai fratelli Marco e Gabriele Bianchi, indagati insieme a Francesco Belleggia e Mario Pincarelli per l’omicidio di Willy Monteiro Duarte.

Dall’indagine effettuata dalla Guardia di Finanza coordinata dalla Procura di Velletri, è emerso che in realtà non i quattro ragazzi ma le loro famiglie avrebbero percepito indebitamente la somma complessiva di 33 mila euro come reddito di cittadinanza (Rdc), omettendo volutamente di indicare tutti i dati dovuti. La richiesta era stata presentata dai capi famiglia che avevano inserito i loro figli come familiari a carico e nullatenenti. E così sono scattate le denunce per la violazione della normativa sul reddito di cittadinanza che prevede la reclusione, da due a sei anni, per la mancata comunicazione di tutte le informazioni necessarie.

Contemporaneamente le Fiamme gialle hanno inviato all’Inps una segnalazione per recuperare l’importo erogato. Insomma altri ancora che si aggiungono all’esercito dei furbetti del sostegno voluto con forza dal M5S che, comunque, non basterebbe a spiegare il lusso ostentato dai picchiatori di Colleferro. Nello specifico Gabriele Bianchi aveva aperto, poco dopo la fine del lockdown, una frutteria a Cori con l’aiuto del suocero, Salvatore Ladaga, coordinatore locale di Forza Italia. Il fratello maggiore Alessandro, non coinvolto nella losca vicenda, aveva da poco aperto un ristorante-pub ad Artena, il Nai Bistrot.

Mestieri che permettono di vivere dignitosamente ma tanto da permettersi, per esempio, un Suv da quasi centomila euro. Dunque come si guadagnavano tutti quegli extra i due presunti assassini? I “Fratelli Bianchi” avrebbero lavorato su commissione riscuotendo dai debitori i soldi dovuti a terzi a suon di calci e pugni. Avrebbero lavorato anche per diversi spacciatori della zona ma i tossici, indebitati sino al collo, non se la sono sentita di denunciarli anche per paura di feroci ritorsioni.

Auto e moto di grossa cilindrata. I soldi dove li hanno presi?

A queste conclusioni sarebbero giunti gli inquirenti. Intanto gli indagati negano tutto e, attraverso i loro avvocati, fanno sapere addirittura di non sapere neanche che cosa fosse il Reddito di cittadinanza. Francesco Lollobrigida, deputato di Fratelli d’Italia, ha portato il caso in Parlamento, quando ancora in un primo momento si pensava fossero coinvolti direttamente i quattro presunti assassini:

”…Che il reddito di cittadinanza sia stato erogato nel tempo a delinquenti, spacciatori, contrabbandieri ed ex terroristi era cosa già acclarata – ha detto Lollobrigida – ma il caso dei quattro arrestati per l’assassinio di Willy dimostra come questa marchetta di Stato non preveda alcun controllo…”.

21

Luigi Di Maio non ha digerito gli attacchi politici dell’oppositore e ha difeso a spada tratta la sua creatura alternativa al già presente indennizzo di disoccupazione:“…Quello che è successo nei giorni scorsi, che queste quattro famiglie, non i quattro presunti assassini, prendano il Reddito di cittadinanza, è una cosa inaccettabile. La prima cosa è che i controlli si devono intensificare. La seconda è che dobbiamo fare i controlli anche su altro, perché non davano nulla al Fisco…”. Parole inutili quelle di Di Maio che ben conosce le falle della “sua” legge ma che nulla ha fatto per sanarle.

Bella la vita da nababbi a reddito zero alla faccia dei cittadini onesti

In effetti, nonostante l’intensificazione dei controlli diretti e incrociati tra forze dell’ordine e Inps e di quelli cosiddetti ”a campione”, il vero tallone d’Achille del sussidio partorito dal M5S rimane quella maledetta autocertificazione, terreno fertile nella quale chiunque può dichiarare il falso con la certezza di essere beccato pari al 10%. Sicuramente i controlli vanno intensificati ma sarebbe anche ora di apportare quelle modifiche importanti all’interno di un progetto economico-sociale che fa acqua da tutte le parti e che premia chi si gratta la pancia. A scapito di chi si fa il mazzo per 12 ore e più al giorno. E io pago