CATANIA – NO ALLE AULE POLLAIO MA SIAMO ALLE SOLITE.

Il prossimo anno scolastico si prospetta ricco di incognite. Ma una cosa è certa: le classi saranno zeppe di alunni come sempre. Una scommessa che abbiamo già vinto.

Catania – Siamo alle solite ed ogni anno scolastico quando si devono formare le classi e gli organici ci sono, ancora purtroppo, dirigenti degli UST (Ufficio Scolastico Territoriale) che “diventano degli abili trasformisti” e fanno di tutto per fare formare classi con alunni oltre il numero consentito, compresi i diversamente abili. Gli uffici scolastici territoriali sono tenuti a rispettare, nella formazione delle classi, parametri minimi ovvero 18 all’infanzia, 15 alla primaria, 18 alle medie e 27 alle superiori, tranne le eccezioni o la presenza di disabili, che fanno comunque ridurre i numeri. Il vero dramma è che non diminuendo, per classe, il numero di studenti verranno penalizzati i diversamente abili. Violando in tal modo tutte le norme sulla sicurezza e la qualità della didattica.

Il dirigente scolastico Anna De Francesco.

Anna De Francesco e’ la dirigente dell’istituto superiore “De Felice Giuffrida – Olivetti” di Catania e al momento,come tanti suoi colleghi in Italia, gestisce situazioni molto delicate dal punto di vista sanitario, della sicurezza e della tutela verso i diversamente e abili per il prossimo anno scolastico:

“…L’Ufficio Scolastico Territoriale di Catania (UST) – afferma la dirigente –  intende assegnare alla scuola una sola classe Prima del Biennio Comune del Tecnico Economico nonostante i 31 alunni di cui 15 seconda lingua francese, 16 seconda lingua spagnola; solo una classe Prima del Professionale “Operatore Benessere” nonostante i 31 alunni (e non 22 come erroneamente riportato dall’UST di Catania) di cui 6 diversamente abili ed uno grave; continuando nella sua analisi e protesta inviata al Dirigente dell’Ufficio Regionale per la Sicilia – Ambito Territoriale di Catania, la dott.ssa De Francesco, rileva che è stata concessa solo una classe Seconda del Professionale “Operatore Benessere” nonostante i 29 alunni di cui 6 diversamente abili di cui due gravi; solo una classe Terza del Professionale “Operatore Benessere” nonostante i 30 alunni di cui 4 diversamente abili. Fa notare, peraltro la Dirigente Scolastica, che il numero delle classi è stato motivato a causa dell’elevato numero di diversamente abili presenti in istituto, senza considerare che la forte presenza dei diversamente abili presuppone ulteriore aumento delle persone in aula: come quella dei professori di sostegno e degli assistenti alla comunicazione. Si tenga conto, continua De Francesco, che le aule di maggior ampiezza saranno assegnate alle classi quarte e quinte che presentano già un numero elevato di alunni. Che sia chiaro afferma, ancora la Dirigente, le aule, dell’istituto De Felice Giuffrida-Olivetti di Catania, non hanno capienza tale da consentire questi numeri… ”.

Classi pollaio in tutta Italia.

I problemi di sicurezza, peraltro, riguardano anche il limite degli alunni per classe secondo quanto riportato dalla normativa vigente, poiché il numero in eccesso di alunni, anche non diversamente abili, oltre a non garantire la qualità della didattica, viola la normativa sulla sicurezza e prevenzione antincendio e aggrava i rischi per l’incolumità pubblica: a ribadirlo ultimamente è stato il Tar della Sicilia con l’ordinanza n. 252/2019.

Carmelo Marchese, presidente dell’associazione “Merito e Riconoscimento per la tutela dei diritti della scuola”, ha inviato una diffida al dirigente dell’ufficio scolastico per l’attuale grave situazione venutasi a creare:

“…Non è accettabile che proprio mentre si ragiona sulle regole per il distanziamento in aula e si tenta in ogni modo di evitare le classi pollaio nella provincia di Catania si adotti la logica opposta – scrive il presidente del sodalizio di categoria –  In particolare per l’a.s. 2020/21 alla sezione professionale dell’istituto De Felice Giuffrida Olivetti di Catania, l’ufficio scolastico provinciale di Catania vuole tagliare tre classi rispetto alla richiesta di classi in organico di diritto, ledendo il diritto di scelta della famiglia, in ordine alla scelta della lingua straniera ed una adeguata cura ed assistenza da parte del personale di sostegno agli alunni diversamente abili. Basta con le classi pollaio, afferma il Presidente dell’associazione Merito e Riconoscimento”, il numero di alunni per aula va dimezzato e bisogna permettere l’inclusione scolastica dei diversamente abili. Con molta probabilità le disposizioni alla ripresa del nuovo anno scolastico saranno diverse, ma il paradosso è che si penserà più a queste forme di sicurezza imposte dalla pandemia, che al rispetto delle ordinarie misure e precauzioni imposte con leggi precedenti al Covid-19…”.

La dirigente ha segnalato da tempo che l’istituto, per la sede di piazza Roma, sarà interessato da cantieri edili che esplicheranno la loro attività all’interno della scuola durante le lezioni. Pertanto è opportuno, anche per adempiere agli obblighi del redigendo documento di valutazione dei rischi di interferenza (DUVRI), che le classi siano dimensionate opportunamente per assicurare la fattibilità della rotazione tra tutte le aule e tra le altre sedi.