CARONIA – LA FAMIGLIA MONDELLO INGAGGIA NUOVI ESPERTI PER SCOPRIRE LA VERITA’

A più di quattro mesi dal ritrovamento dei corpi senza vita di madre e figlio ancora nessuna novità. Per la Procura di Patti rimane in piedi l'ipotesi di omicidio-suicidio.

Daniele e Viviana

Caronia Tutto da rifare nell’inchiesta sulla morte di Viviana Parisi e Gioele Mondello? Così sembra, a detta di Daniele Mondello, marito della donna e padre del bambino ritrovati cadaveri tre mesi fa nelle campagne del Comune peloritano. Mentre la Procura di Patti attende la relazione definitiva sui reperti autoptici e sugli altri accertamenti scientifici eseguiti dai consulenti tecnici d’ufficio, Daniele Mondello intende affidarsi ad un altro medico legale con il quale iniziare daccapo le indagini e le verifiche che la legge consente alle parti civili.

Il professionista verrà affiancato da un anatomopatologo, già interpellato, che avrà il compito di eseguire nuove analisi sui resti dei due congiunti per verificare anche le modalità di conduzione delle perizie sin qui esperite dai CTU nominati dalla Procura siciliana.

Viviana e Gioele

Il collegio peritale, composto dai medici legali Daniele Sapienza ed Elvira Ventura Spagnolo, oltre che dall’entomologo Stefano Vanin, ha chiesto altri trenta giorni di tempo per depositare i risultati dell’autopsia eseguita su entrambe le salme cosi da studiare anche i risultati delle analisi tossicologiche e del profilo psicologico già effettuate due mesi addietro:

”…Dal mese di ottobre chiediamo siano analizzate le frasche presenti sul corpo di Viviana – scrive Daniele Mondello sul suo profilo Facebook – nessuna risposta. Come fanno ad esserci delle frasche  sopra e non sotto il corpo di Viviana se Viviana si è lanciata dall’alto verso il basso? La fisica è diversa a Caronia?…Novanta giorni per sentirmi dire: “Non lo sapremo mai con certezza”. Ricominciamo da zero. Ricominciamo da noi…”.

Il mistero del traliccio

Mondello si riferisce alle parole del procuratore di Patti Angelo Cavallo che alcuni giorni addietro ha riferito l’orientamento degli inquirenti verso l’ipotesi di omicidio-suicidio consumato da Viviana prima nei riguardi del figlioletto e poi verso di sé gettandosi dal traliccio. Una versione dei fatti forse claudicante attesi i numerosi dubbi che incombono sull’inchiesta che deve ancora chiarire diverse circostanze che rimangono misteriose.

Ci riferiamo al viaggio di Viviana a bordo della sua auto in compagnia di Gioele, l’incidente (primo punto cardine delle indagini) e tutto ciò che è accaduto immediatamente dopo il sinistro e subito dopo l’allontanamento di mamma e figlio dell’autostrada (altro punto cardine dell’inchiesta).

Carmelo Lavorino

Tutto questo, e prima che Viviana scomparisse nelle campagne di Caronia, alla presenza di almeno sei testimoni oculari che avrebbero visto Viviana, con in braccio Gioele vivo e vegeto che, a passo svelto ma non di corsa, si allontanava dalla piazzola di sosta. Il resto è ancora oscuro eccezion fatta per il ritrovamento dei due cadaveri con le polemiche che ne sono seguite:

”…Intanto anche noi dobbiamo attendere tutti gli elementi forensi e investigativi prima di trarre delle conclusioni – dice Carmelo Lavorino, criminologo – ovvero gli esiti delle due autopsie, le analisi delle scene del crimine, i tabulati telefonici e coordinare le dichiarazioni di tutti per capire realmente che cosa è accaduto. Tutto è incominciato con ritardo, le ricerche dei due corpi sono state inadeguate e probabilmente c’è stata anche l’attività di qualche soggetto ignoto per alterare e depistare i fatti…”.

Il trasporto del corpicino di Gioele

Il criminologo parla come se facesse parte della nuova squadra di periti ingaggiata dalla famiglia Mondello per far luce sul caso ma in ogni caso i dubbi sollevati dall’esperto siciliano sono più che legittimi. Nella considerazione dei fatti accaduti e dalla mancanza quasi assoluta di certezze:

”…Una circostanza stranissima è quella del ritrovamento del bimbo – aggiunge Lavorinoche si trovava a 400 metri di distanza dal corpo della madre dunque dal traliccio e che è stato ritrovato da un volontario, un ex carabiniere, e non dalle forze dell’ordine. Già è stato un errore quello di rimuovere il corpicino del bambino perché si sarebbe potuto capire se il bimbo fosse stato o meno trascinato in quel luogo o poggiato sulle sterpaglie…Si sarebbero dovute congelare tutte le tracce nella zona per capire se ci fosse stato passaggio di animali, attività di trascinamento o pressione del corpicino…”.

Le campagne impervie di Caronia

Nel frattempo il puzzle rimane incompleto e passerà ancora molto tempo per terminarlo. A meno che la tanto attesa svolta non spunti fuori all’improvviso. 

 

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