CARONIA – IL PADRE DI VIVIANA E NONNO DI GIOELE: LE RICERCHE SONO STATE MOLTO SUPERFICIALI.

Le polemiche delle famiglie Mondello e Parisi continuano su social e interviste tv: le ricerche sono state superficiali e lo stato mentale di Viviana non era come è stato descritto.

Viviana e Gioele

Caronia – In attesa delle prime indiscrezioni sull’autopsia eseguita dal medico legale Elvira Ventura Spagnolo sui resti del piccolo Gioele, a far discutere sul giallo di Caronia sono ancora le parole, o meglio, i post di Daniele Mondello che continua a criticare le modalità e i tempi delle ricerche della moglie Viviana Parisi e del figlioletto, ma anche le voci circolate sul profilo della donna. In un recente post pubblicato su Facebook, il deejay ha voluto rendere pubblico, ancora una volta, il suo pensiero:

Daniele Mondello

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“…Mia moglie – ha scritto Mondello  non ha mai toccato mio figlio neppure con un dito. Credo siano stati aggrediti da animali.  Quanto prescritto a Viviana era finalizzato a lenire il suo stato d’ansia: a causa del Covid e dei mesi di clausura forzata in casa, temeva per la sua famiglia. La stessa paura che abbiamo avuto tutti. Finché vivrò e Viviana e Gioele mi daranno la forza di andare avanti, lotterò fino alla mia morte per sapere la verità. Il mio dolore non ha confini ma non sono disposto a tollerare altro fango su Viviana, me o la mia famiglia…”.

Luigino Parisi

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E’ risentito anche il padre di Viviana, Luigino Parisi, che quando ha saputo che se visualizzate meglio le immagini riprese da un drone avrebbero consentito di appurare già il 4 agosto la presenza della figlia laddove poi è stata dove ritrovata, è andato su tutte le furie: “…Le ricercheha affermato il padre della vittimasono state molto superficiali…”. Sul fronte investigativo, invece, saranno effettuati nuovi accertamenti non ripetibili anche su tracce rinvenute all’interno dell’Opel Corsa guidata da Viviana Parisi il 3 agosto, giorno della scomparsa. Tre le altre cose sarà effettuato il test del Dna sul materiale biologico prelevato nel corpo della deejay per avere la piena conferma della sua identità. Stessa cosa sarà fatta con Gioele. Tutto questo in attesa dell’esito dell’autopsia e del sopralluogo effettuato nelle zone di ritrovamento dei due corpi, alla cerca di tracce utili a ricostruire ciò che è accaduto a mamma e figlio.

Quel maledetto traliccio.