CARONIA – COLPEVOLI RITARDI NELLE RICERCHE. I FAMILIARI DI VIVIANA E GIOELE SPORGONO DENUNCIA

I familiari delle due vittime hanno manifestato il proprio dissenso su come si sarebbero svolte le ricerche. Viviana e Gioele sarebbero stati visibili a droni e satelliti già il 4 agosto scorso ma nessuno se n'era accorto.

Caronia – E’ tutt’ora in corso, al Policlinico di Messina, l’autopsia su quel che è rimasto del corpo del piccolo Gioele Mondello. La dottoressa Elvira Ventura Spagnolo sta eseguendo l’esame autoptico sul bambino i cui resti sono stati rivenuti da un carabiniere in pensione dopo 16 giorni di inutili ricerche. Spagnolo, nominata dalla Procura di Patti e che ha eseguito anche l’autopsia sul corpo di Viviana Parisi, invita alla cautela e chiede tempo. Contestualmente, sempre nella giornata di oggi, una squadra della Polizia Scientifica, con i periti di parte al seguito, sta effettuando un nuovo sopralluogo nelle zone in cui sono stati rivenuti i corpi della mamma di Torino e del figlioletto per ricercare elementi utili alle indagini. Gli esperti torneranno ancora sulla scena del crimine perché sono sicuri di trovare altri reperti che possano chiarire i tragici eventi che si sono succeduti e che sono culminati con la morte dei due congiunti.

Immagini dal drone che aveva “visto” i due cadaveri il 4 agosto 2020.

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Si prova a capire se il piccolo sia stato azzannato e poi trascinato dagli animali selvatici. Ma anche le prime fasi della vicenda sono ancora in parte oscure. Come, del resto, la vita stessa di Viviana prima dei tragici accadimenti dei giorni scorsi. Tutto questo mentre i familiari delle vittime continuano a sollevare dubbi e perplessità sulle modalità e sui tempi delle ricerche tanto da presentare una denuncia circostanziata alla Procura della Repubblica. Ad alimentare i sospetti in questi giorni è intervenuto anche l’archeologo e geofisico Pier Matteo Barone, professore dell’università americana di Roma e membro dell’Associazione Italiana del Georadar, secondo cui Viviana Parisi e Gioele Mondello potevano essere ritrovati già il giorno dopo la scomparsa, ovvero il 4 agosto.

Pier Matteo Barone

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Barone sostiene che ciò sarebbe stato possibile grazie all’utilizzo di particolari filtri da applicare alle mappe satellitari. Il geofisico ha lavorato sulle immagini satellitari che avrebbero rilevato che il 4 agosto i corpi di Viviana e Gioele che si trovavano ad una distanza di 40/50 metri e non a oltre 400 metri così come invece sarebbero stati rinvenuti. Anche alcuni droni avrebbero rilevato le sagome dei due cadaveri ma pare che i file fotografici sarebbero stati verificati con colpevole ritardo.

Il drone dei Vigili del Fuoco utilizzato nelle campagne di Caronia.