CARONIA – CHE FINE HA FATTO GIOELE? IL BIMBO PARE FOSSE ALTROVE PRIMA DELL’INCIDENTE

Molti gli interrogativi in questa vicenda che implica la presenza di uno o più soggetti terzi, stante la ricostruzione dei fatti. Adesso l'esigenza primario è ritrovare il bambino.

Il cadavere della povera mamma di Gioele.

Caronia – Sarà l’autopsia a stabilire la causa della morte di Viviana Parisi il cui corpo è stato ritrovato in una boscaglia a circa 2 chilometri dal luogo del grave incidente, che ha coinvolto un mezzo tecnico dell’ente gestore autostrade, avvenuto la mattina del 3 agosto scorso sulla A/20 nel territorio del Comune di Caronia, nel messinese. Da quel momento della disk-jockey piemontese, e del figlioletto Gioele di 4 anni, si sono perdute le tracce. Ci sono voluti 6 giorni perché venisse ritrovato il corpo della donna alla base di un palo dell’alta tensione. Il suo volto era irriconoscibile perché dilaniato da cinghiali e animali selvatici ma la descrizione degli indumenti indossati dalla vittima combaciava con la rappresentazione del vestiario riferita dal marito ancora sotto shock. La fede nuziale, poi, è stata riconosciuta dal coniuge senza ombra di dubbio.

La strada di servizio percorsa dalla donna a quanto pare dopo l’incidente e da sola.

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Tutto lascia pensare ad un gesto estremo, anche per via dei racconti di Daniele Mondello che, sin dalle sue prime testimonianze, aveva affermato che Viviana, nell’ultimo periodo, avrebbe sofferto di depressione. “…Il lock-downha detto il marito – l’aveva messa a dura prova...”. Tuttavia il ritrovamento del corpo di Viviana Parisi non risolve gli enigmi di una vicenda ancora avvolta nel mistero anche perché una prima ricognizione cadaverica, constatate le pessime condizioni del corpo, non avrebbe dato alcuna indicazione utile sulle probabili cause della morte.

 

Viviana Parisi con il marito Daniele Mondello

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Il rebus più grande, adesso, riguarda il figlio Gioele: che fine ha fatto? Perché il suo corpo non si trova? È possibile che Viviana possa averlo affidato a qualcuno prima di togliersi la vita? O, semplicemente, quello di Viviana può non essere un suicidio? Ci sono ancora troppi buchi neri e tanti interrogativi sugli spostamenti della 43enne che, quella maledetta mattina, avrebbe dovuto trovarsi nel centro commerciale di Milazzo per comprare le scarpe al figlioletto. Che ci faceva, allora, a oltre 100 km di distanza? Non è ancora chiaro un particolare importante: Gioele si trovava con la madre prima e dopo l’incidente? I due sarebbero rimasti contusi?

Continuano le ricerche nella zona dell’incidente con i droni dei vigili del Fuoco.

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In tal senso ci sarebbe la testimonianza, non troppo convinta, del conducente nel furgoncino contro il quale la donna si sarebbe scontrata ma altre testimonianze non confermerebbero tale circostanza. Inoltre le immagini delle telecamere che riprendono l’auto guidata da Viviana in autostrada non sembrano confermare la presenza del piccolo. La donna poi avrebbe scavalcato il guardrail per poi percorrere a piedi una stradella sterrata di servizio che corre perpendicolare alla corsia nord dell’autostrada Messina-Palermo per poi diventare parallela alla A/20 prima di perdersi nelle campagne. Alcuni automobilisti l’avrebbero vista camminare da sola ma nessuno riferisce della presenza del bambino. Possibile allora che Viviana abbia affidato Gioele a qualcuno prima di allontanarsi? La donna stava fuggendo da qualcuno? Intanto che gli inquirenti cercano di ricostruire le tessere del puzzle, continuano senza sosta le ricerche del piccolo Gioele Mondello. In loco forze dell’ordine, protezione civile e volontari con l’ausilio di cani e droni.