BIOETICA – HOMO HOMINI PORCUS: IL PERICOLO ATTUALE DEGLI XENOTRAPIANTI

Gli xenotrapianti verrebbero tuttora eseguiti per motivi di studio nonostante siano vietati. Il pericolo, oltre che di natura etica, è quello del contagio di virus alla specie umana, Covid docet.

Quando la realtà supera la fantasia: viviamo nell’era delle manipolazioni genetiche. A quando l’Uomo-Porco? Alla famosa frase homo homini lupus (l’uomo è un lupo per gli uomini), se ne potrà aggiungere un’altra: homo homini porcus (l’uomo è un porco per gli uomini). Non c’è ne voglia il nobile animale che gode di cattiva fama, per forza di cose, ma che ha rappresentato nella cultura contadina la salvezza alimentare per secoli.

Ci si riferisce alle ultime novità della Scienza che hanno dell’inverosimile. Pare che ci sia molta somiglianza genetica ed in particolare nella struttura esterna degli organi tra uomo e maiale. Così come sono in aumento i tentativi per i relativi trapianti. Un grande passo in avanti per la cura di malattie altrimenti letali per l’uomo? E’ possibile, tuttavia gli standard etici di molti esperimenti non sono resi pubblici.

Genoma quasi identico Uomo-Maiale-Scimmia

Si sa che il sangue dell’animale da salsiccia coincide con quello umano e l’ormone della crescita è simile al 70%. Data la somiglianza anatomica e fisiologia con l’uomo, il maiale è diventato il modello biologico più accurato e la sua risposta all’utilizzo di farmaci è quella che più si avvicina agli esseri umani. Già all’inizio del 2000 l‘associazione ambientalista Greenpeace denunciò “l’esistenza di embrioni ricavati dall’incrocio della specie umana e suina”.

Due aziende, infatti, chiesero all’Ufficio Europeo per i brevetti (Epo) il diritto esclusivo per la clonazione di embrioni, inclusi quelli umani, e di quelli risultanti dall’incrocio della specie umana e suina. La richiesta riguardava il brevetto non solo della tecnica ma anche della manipolazione genetica di qualsiasi embrione derivato. Allora si vociferò che le due società avevano già trasferito nuclei di cellule provenienti da feti umani negli ovuli di una scrofa. Ma poi non se ne seppe più nulla.

Dopo la denuncia giunsero puntuali e sacrosante le polemiche anche perché il governo inglese aveva dato il proprio consenso ai trapianti animali e la bufera sembrava ovvia. L’unico limite imposto era stato quello che i pazienti non avrebbero potuto avere figli. Si temevano, infatti, terribili mutazioni geniche. L’Inghilterra inaugurò l’era dei primi xenotrapianti sull’uomo utilizzando organi di maiali resi “geneticamente umanizzati” per impedirne il rigetto.

Gli xenotrapianti sono impianti eseguiti con l’utilizzo di organi prelevati a esseri viventi diversi da quelli del ricevente. Il fatto provocò molto scalpore. Il Comitato Nazionale di Bioetica espresse molte riserve anche da un punto di vista scientifico. Utilizzare un organo di animale, anche solo come “ponte” è estremamente pericoloso. Il passaggio dall’animale all’uomo potrebbe trasmettere virus latenti.

Poi parlano dei virus che sfuggono al controllo dell’uomo…

Un pericolo non solo per il trapiantato ma anche per la specie: un solo virus potrebbe essere trasmesso agli altri uomini. Ancora più inquietante sarebbe l’ “impazzimento genetico”. All’epoca non c’erano neppure le basi legali per vietare tali temerari esperimenti. Greenpeace chiese, infatti, l’adozione di un provvedimento legislativo che negasse la presentazione di brevetti sul genoma di qualunque essere vivente.

Da allora è passata tanta acqua sotto i ponti. Nel senso che è cresciuta notevolmente nell’opinione pubblica la sensibilità culturale nei confronti delle tematiche animaliste e per la biodiversità. Ed anche la legislazione nazionale ed europea ha seguito la strada dell’innovazione.

La biodiversità è ancora un argomento disatteso

C’è un aspetto, però, che vale la pena di sottolineare. L’attributo “porco” in senso figurato richiama simboli di “ingordigia; vistosa neghittosià; eccessiva disinibizione sessuale; epiteto ingiurioso rivolto a persone moralmente abiette e/o disoneste”. E’ il ritratto perfetto dell’essere umano. Il porco, in quanto tale, non c’entra nulla. Poveretto…   

 

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