BEIRUT – UNA MINI-BOMBA ATOMICA SULLA CAPITALE DEL LIBANO. LA POPOLAZIONE INSORGE.

Qualcosa di più grave, rispetto all'esplosione accidentale di sostanze chimiche e fuochi d'artificio, sarebbe accaduta ed a causarla pare sia stata la mano dell'uomo. Fra accuse reciproche e violente manifestazioni di piazza.

Esplode la rabbia a Beirut.

Beirut – A Beirut la situazione sembra ormai essere fuori controllo. Le manifestazioni del 9 agosto scorso, organizzate da gruppi che protestano contro il sistema politico accusato di aver portato il Paese al collasso economico, si sono concluse con un poliziotto morto e almeno 250 feriti. I dimostranti hanno occupato le stanze del Governo impiccando un manichino del leader degli Hezbollah, Hasan Nasrallah, in Piazza dei Martiri. Per fare uscire i manifestanti fuori dal palazzo è stato necessario l’intervento dell’esercito e non sono mancati gli scontri che si sono protratti fino a notte fonda.

Giovani volontari contribuiscono a ripulire la città dalle macerie mentre Papa Francesco ha donato 250.000 euro alla popolazione.

In una Beirut in subbuglio, poi, si fanno sempre più insistenti le convinzioni che le esplosioni del 4 agosto scorso siano state il frutto di un attentato. Ad oggi quello che si sa è che 2.750 tonnellate di nitrato di ammonio stoccato da anni nel porto di Beirut sono esplosi, ma nessuno è riuscito a spiegare che cosa abbia potuto scatenare la deflagrazione che ha provocato la morte di oltre 160 persone e più di 5 mila feriti. Da giorni si è fatta sempre più insistente l’ipotesi dell’interferenza esterna e che, a causare almeno la seconda esplosione sia stato un missile o una bomba come, tra l’altro, dimostrerebbero alcune foto e video che girano costantemente nei canali d’informazione del medio oriente e adesso al vaglio delle Autorità.

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E’ stato un missile a colpire i magazzini del porto?

D’altronde di interferenze esterne ha iniziato a parlarne apertamente e ripetutamente anche il presidente libanese, Michel Aoun, che ha chiesto al presidente francese Emmanuel Macron, che la Francia fornisca al Libano le immagini aeree dell’esplosione. Intanto che nei quartieri colpiti dal disastro si continua a scavare in cerca dei dispersi, l’aria diventa sempre più irrespirabile. Nostre fonti riferiscono che l’esplosione di martedì scorso è catalogata come una mini bomba atomica definita come arma termobarica che non lascia tracce di radiazioni per lungo tempo. Le radiazioni però ci sono e la popolazione di Beirut è in serio pericolo.

Radiazioni ionizzanti pare siano presenti in tutta Beirut.

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