BARI – POLIZIA POSTALE CONTRO VIDEO AUTOPRODOTTI DA MINORI. IL NUOVO MERCATO DELLA PEDOFILIA.

I pedofili interagiscono nelle board, piattaforme dove si incontrano persone collegate da ogni parte del mondo e ci si arriva solo con le "referenze”: raccapricciante materiale scottante di violenze su minori. Ormai non ci sono più confini per gli orchi che continuano ad abusare di bambini e adolescenti.

Bambini che fanno inconsapevolmente il gioco degli orchi.

Bari – Un’altra operazione, questa voltaPay to see, scaturita da una segnalazione di due genitori insospettiti dall’intenso utilizzo di alcuni social network della figlia adolescente che, sul proprio cellulare, aveva una chat in cui inviava immagini sessualmente esplicite. Dopo accertamenti sul dispositivo telefonico della minore, gli investigatori hanno smascherato un vero e proprio sistema consolidato di vendita online, con tanto di”listino prezzi”, di immagini e video pedopornografici e pornografici autoprodotti da adolescenti e maggiorenni ed inviati in cambio di pagamenti che avvenivano su conti online. Oltre cento investigatori del Centro Nazionale di protezione dei minori del Servizio Polizia Postale di Roma e della Polizia Postale e delle Comunicazioni di Bari e Foggia, hanno eseguito perquisizioni personali, informatiche e sequestri in 12 regioni e 17 province.

La polizia postale sgomina rete di pornografica
La polizia postale durante le indagini.

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Una piaga, quella della pedofilia online, sempre più dilagante e preoccupante. La legge n.38/2006, presso il Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni, ha istituito il Cncpo, Centro Nazionale per il Contrasto  alla pedopornografia online, quale organo del Ministero dell’Interno che si occupa  del coordinamento delle attività investigative, di prevenzione e di contrasto al fenomeno dello sfruttamento sessuale dei minori su internet, nonché punto di contatto nazionale per la banca dati delle immagini pedopornografiche I.C.S.E. (International child sexual explotation) di Interpol.

La sede dell’Interpol

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Seguendo di pari passo lo sviluppo del settore informatico e tecnologico il fenomeno si è modificato nel corso del tempo, specializzandosi sempre più e trovando la sua massima espressione nel deep web, porzione di internet che non viene indicizzata dai motori di ricerca ma soprattutto nel dark web. Quest’ultimo si può definire come un sottoinsieme del deep web, le cui pagine, con il dominio.onion, sono ospitate su server che utilizzano il protocollo Tor, sviluppato in origine dal Dipartimento di Difesa statunitense per fini militari e comunicazioni sicure. Divenuto di dominio pubblico nel 2004, il dark web ha notevolmente incentivato il mercato nero, dove si possono trovare attraverso siti illegali droga, armi, farmaci, killer da ingaggiare, operazioni di hacking(pirateria)  e, naturalmente, materiale pedopornografico. Insomma un’ immensa rete parallela che cripta i dati e nasconde l’indirizzo IP per essere rintracciati e, di conseguenza, rende relativamente anonima la navigazione.

Deep Web

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I pedofili interagiscono nelle board, piattaforme dove si incontrano persone collegate da ogni parte del mondo e si arriva solo con”le referenze”: raccapricciante materiale scottante di violenze su minori. Non solo si scambiano immagini e video, ma anche”tecniche di adescamento online”, il cosiddettogrooming e talvolta, purtroppo, bambini in carne ed ossa. Il “cyberpedofilo”sfrutta la rete secondo le proprie tendenze e inclinazioni: chi è interessato a preadolescenti e adolescenti fa leva sull’interesse innato, il presenzialismo e la curiosità delle nuove generazioni per costruire un legame affettivo, presupposto essenziale per richiedere, in un secondo momento, immagini sessuali, atti di autoerotismo e, molto frequentemente, l’incontro sessuale offline.

Bambini in età scolare e adolescenti: massima allerta da parte dei genitori

Terreni fertili sono i social nerwork in generale, anche se, negli ultimi tempi, uno prevale su tutti: Tik Tok. Diffuso in 150 Stati e tradotto in 75 lingue, conta un miliardo di utenti, di cui due milioni e mezzo in Italia. Gli iscritti sono soprattutto bambini in età scolare e adolescenti, anche se l’età minima per iscriversi è 13 anni. Un limite di età fissato dalla legge federale americana(Coppa) in quanto molte piattaforme online sono americane, ma con il nuovo Regolamento europeo(GDPR), l’Italia l’ha spostato a 14 anni. Ostacolo che resta, comunque, facilmente aggirabile.

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Facendo riferimento agli ultimi dati aggiornati del Ministero dell’Interno, la Polizia Postale dal 1°gennaio al 22 luglio 2020 ha oscurato 2.392 siti pedopornografici e condotto 390 perquisizioni, oltre a 545 denunce e 25 arresti. Resta sottinteso che la migliore garanzia di tutela per i minori è quella di non lasciarli soli in una “giungla” di adulti come la rete. La polizia Postale fa appello ad un’attenta osservazione, da parte delle famiglie, sul comportamento dei più giovani, maggiormente esposti e vulnerabili e raccomanda di segnalare immediatamente situazioni di pericolo sia attraverso il Commissariato di P.S. online che le sezioni e i compartimenti presenti su tutto il territorio nazionale.

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