ARES O ADONE? I MISTERIOSI GUSTI EROTICI DELLE DONNE…

Uomo o bambino? Chissà. Valle a capire le donne. Leggiamo la disquisizione per rendercene conto anche se in due righe è impossibile spiegare come la pensa il gentil sesso in fatto di sesso forte...

Adone e Venere raffigurati dal Canova

Hugh Jackman,  Robert John Downey Jr., Clint Estwood o Leonardo di Caprio, Brad Pitt,  Robert Pattinson, Orlando Bloom oppure Johnny Depp? Personaggi noti,  uomini diversi sì,  ma con un comune denominatore: l’irresistibile fascino.  Il loro sex appeal, complici i ruoli giocati sul set, non ha lasciato indifferente il gentil sesso consegnandoli di diritto  alle classifiche mondiali dei belli e irraggiungibili. Estetica e personalità differenti, dunque, compaiono in questo menù variegato per  soddisfare il palato raffinato ed esigente di ogni donna. C’è, infatti, chi ama il gusto piccante dell’uomo rude, del guerriero invincibile, del bello e dannato che, per comodità, chiameremo l’Ares della situazione e chi, invece, preferisce il sapore dolce del viso d’angelo dai lineamenti perfetti,  del bello innocente, del nobile poeta che appelleremo Adone. Per chi ha un minimo di familiarità con la mitologia è chiaro che ogni riferimento ai due leggendari personaggi non è puramente casuale: Ares, dio della guerra, incarnazione della violenza e della forza bruta e Adone, il giovane innocente dalle forme delicate, simbolo della bellezza armoniosa,  sono degni rappresentanti delle macrocategorie di uomo succitate.

Una statua di Ares

È risaputo che la bella dea dell’amore, la femmina per eccellenza, non trascurasse nessuno col suo intimo abbraccio. Ella aveva il grande potere di amare chiunque, tant’è che fu data in sposa al dio che tra tutti era il rinnegato per bruttezza e scontrosità, il dio della forgia, Efesto. Il loro purtroppo non fu sempre un matrimonio felice. La  bella tra le belle si intrattenne più volte in relazioni extraconiugali e le più significative tra le scappatelle della divina consorte fanno proprio al caso nostro!

Ares, dio della guerra, fiero, rabbioso e aitante sedusse più volte la Cipride, in un connubio amore-guerra davvero sublime. Quando infatti egli abbondonava i campi di battaglia con ancora il sangue divino che gli ribolliva nelle vene si infilava nel talamo di Afrodite per farsi “coccolare” da colei che sola poteva placarlo raffreddandone il focoso spirito.  “L’affettuoso guerriero” un ossimoro straordinario! E che dire di Adone? Beh, lui era un fanciullo baciato dagli dei, pieno di grazia e beltà. Nulla a che vedere aveva, però, con il guerriero o l’eroe, anzi, purtroppo il giovane non era nemmeno particolarmente ferrato nella disciplina venatoria e questa mancanza gli costò la vita.

La spada, simbolo di virilità e forza

Adone fu conteso da ben due dee, Afrodite e Persefone, ma alla fine la sua preferenza per la prima fu lampante perciò, per proteggerlo da vendette divine, la Cipride lo chiuse nel suo giardino fiorito dove il pericolo più grande era rappresentato da lepri e farfalle. Degradante? Non per Afrodite che amava quel giovane stupendo con tutto il suo capace cuore di dea, ma forse per Adone, prigioniero in una gabbia di germogli profumati, non era tutto “rose e fiori” in quel giardino. Concedetemi il fortunato gioco di parole!  Alla fine, ferito nell’orgoglio, volendo dimostrare di poter essere di più di un dolce bel visino si avventurò nella sventurata caccia al cinghiale, che gli fu fatale. Mite bellezza  di Adone o  ruvida virilità di Ares? Virtù e talenti non mancano, ognuna scelga il suo uomo seguendo il proprio impulso poiché come i Latini ben insegnavano “De gustibus non disputandum est”.

La statua raffigura due atleti in epoca romana

Uscendo dal tracciato mitologico, l’antichità è piena di modelli di mascolinità da far invidia a Vogue e For Men. Le donne romane, come già abbiamo avuto modo di dire, erano sfegatate fans dei ruvidi ed erculei gladiatori che sapevano infuocare i loro pensieri più intimi e allontanare per un po’ la noia coniugale.  Decisamente degli Ares in piena regola! Per i Greci invece la famosa legge “kalos kai agathos” era doverosa nel declamare un “modello esemplare di beltà”. Gli atleti, per esempio, incarnavano il perfetto Adone a livello fisico, ma con qualche dote sportiva in più. Insomma, un Adone allenato. Non si facevano mancare nulla. Quel corpo sodo e definito in ogni suo muscolo, il portamento elegante e fiero del ginnasta lascia sognare riguardo a quello che gli spettatori dell’antica Grecia potevano ammirare durante le gare olimpiche e in occasione di ogni festività importante. Probabilmente se le donne, al tempo, avessero potuto esprimere la loro sarebbero state più che felici, ma purtroppo i giochi olimpici, in cui queste statue in movimento si esibivano, erano uno spettacolo per soli “maschi”.

Ora a voi lettori l’ardua sentenza…

Siete più Ares o più Adone?

Meglio l’uomo vissuto o il fanciullo perfetto?

Seguite il vostro cuore e il vostro istinto e siate sempre comunque voi stessi!