APPIANO GENTILE – CONFISCATI I BENI A BARTOLOMEO IACONIS, IL BOSS CALABRESE CON LA FISSA DEI CAVALLI.

Ancora una confisca ad un boss per 1,2 milioni di euro. Soldi illeciti derivati da attività criminali nel comasco che un boss, ben radicato sul territorio ormai da molti anni., ha posto in essere realizzando grandi profitti.

Appiano Gentile – La giustizia torna a bussare alla porta di Bartolomeo Iaconis, 61 anni. L’uomo, storico boss della ‘ndrangheta in Lombardia era già stato condannato negli anni Novanta con un processo in corso per omicidio a Como. La Sezione misure di prevenzione del tribunale di Milano ha disposto il sequestro dei beni tra cui numerosi immobili, terreni e boschi ma anche cavalli, stalloni e puledri che teneva in un ranch.

Nel ranch numerosi purosangue sequestrati.

Ti potrebbe interessare anche ———>>> MODICA – OMICIDIO LUCIFORA: CARABINIERE RIMANE IN GALERA.

Su richiesta della Dda, coordinata da Alessandra Dolci, è stata applicata per Iaconis, una sorveglianza speciale di 3 anni e 6 mesi. Sono stati confiscati anche 55mila euro trovati in una “intercapedine” dentro un muro e della “Azienda Agricola Bart – Ranch”, la cui sede sarebbe localizzata ad Appiano Gentile (Como). Per inquirenti i beni ammonterebbero a oltre 1,2 milioni di euro.

Alessandra Dolci, Dda Milano

Ti potrebbe interessare anche ———>>> CORSICO, BUCCINASCO E CESANO BOSCONE, IL TRIANGOLO DELLE ‘NDRINE DOVE LA DROGA SCORRE A FIUMI.

Secondo le ricostruzioni degli investigatori, Bartolomeo Iaconis sarebbe il punto di riferimento della locale di ‘ndrangheta di Fino Mornasco e proprio dalle rive del lago avrebbe diretto i suoi traffici in questi anni. A dare manforte a questa ipotesi ci sarebbero dei documenti rinvenuti dai carabinieri che conterrebbero una sorta di contratti per l’”affiliazione” e per il conferimento di “doti”.

Tutti beni raggiungibili sono stati confiscati.

Gli inquirenti hanno seguito le tracce lasciate da quella che è stata considerata“…Una evidente sperequazione fra redditi dichiarati e stile di vita…“. Il boss, secondo i giudici, dagli anni Settanta in poi avrebbe ricoperto ruoli di prestigio nell’organizzazione criminale calabrese, diventando un punto di riferimento per i traffici illeciti nel Nord Italia.

 

Potrebbe interessarti anche ——>>> CALABRIA E LIGURIA – USURA E RICICLAGGIO DELLA ‘NDRANGHETA. IN MANETTE VERSACE E LAMANNA.

Potrebbe interessarti anche ——>>> ENNA – LA MAFIA ALZA IL TIRO IN EUROPA: 46 ARRESTI SULL’ASSE ITALIA-GERMANIA